Vertice migranti Parigi, Centinaio (LN): ''Fumo negli occhi. A noi su hotspot dissero no''

29 agosto 2017 ore 11:55, Stefano Ursi
Si discute in queste ore dei risultati del vertice di Parigi sui migranti. Dal vertice emergono la posizione del presidente francese Macron, che ha rilanciato l'idea secondo cui il meccanismo di identificazione dei migranti che vogliono raggiungere l’Europa entrerà in funzione direttamente in Africa, tramite i centri già ribattezzati ''hotspots''. E Angela Merkel ha riproposto la distinzione tra i ''migranti economici e chi si candida ad esser davvero un rifugiato'' , assicurando poi l’impegno europeo affinché ''i migranti economici possano rientrare nei lori Paesi''. Ma la domanda che in molti si fanno è cosa realmente l'Italia abbia ottenuto, in termini concreti, da questo vertice, anche alla luce delle parole del premier Gentiloni, che ha richiamato alla necessità, dopo gli impegni, di una strategia comune. IntelligoNews ha sentito su questo Gian Marco Centinaio, parlamentare della Lega Nord.

Vertice migranti Parigi, Centinaio (LN): ''Fumo negli occhi. A noi su hotspot dissero no''
Gian Marco Centinaio
Cosa ha ottenuto l'Italia dal vertice di Parigi?

''Io credo poco e niente. Io continuo e continuerò ad essere dell'idea che di vertici e incontri fra leader di Italia, Francia, Germania e ora si è aggiunta anche la Spagna, ne abbiamo fatti tantissimi e in altri momenti ci è sempre stato detto che avevamo portato a casa dei risultati: e alla fine non è cambiato nulla. Finché non vedrò qualcosa di realmente concreto rimango scettico. Mi pare tanto fumo negli occhi che viene gettato alla gente''.

Centri di smistamento già in Africa: si faranno o sono una proposta che poi non avrà seguito?

''Quando lo proponevamo noi ci dicevano che non si poteva fare perché in stati stranieri sovrani e non in territorio italiano o europeo. A questo punto la domanda che mi faccio è se raccontavano balle ai tempi o ci stanno prendendo in giro ora: a questo punto, in ognuno dei due casi, ci dovrebbero chiedere scusa''.

C'è in queste iniziative, secondo lei, anche la necessità di arginare quella che potrebbe essere una perdita ulteriore di fiducia verso l'UE su migranti da parte dell'opinione pubblica?

''Secondo me sì, è stata la prima cosa che ho pensato ieri sera leggendo le risultanze del vertice. Periodicamente, e quando succede qualcosa di grave come ad esempio in Spagna, per far stare tranquilla l'opinione pubblica si ritrovano tre o quattro leader: se questo serve a far stare tranquilli bene, però poi la domanda che ci si pone è concretamente cosa si ha intenzione di fare. Io ormai non mi fido più degli annunci, abbiamo subito l'annuncite di Renzi per mille giorni e di conseguenza sono come San Tommaso: dirò bravi quando vedrò qualcosa di realizzato, ma per ora sono solamente annunci''.

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autore / Stefano Ursi
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