Corea del Nord, Purgatori: "Pyongyang con il cappio al collo, si rischia effetto domino"

29 agosto 2017 ore 13:07, Andrea Barcariol
La Corea del Nord continua a far paura. Pyongyang ha lanciato un altro missile balistico verso il Giappone. Si tratta del primo vettore a medio raggio disegnato per trasportare una testata nucleare. La notizia, diffusa dai media sudcoreani, è stata confermata da fonti dell’esercito di Seul e da Tokyo, con immediate ripercussioni in Occidente. E' prevista un'immediata riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Intelligonews ha chiesto un opionione su quanto sta accadendo al giornalista Andrea Purgatori.

Corea del Nord, Purgatori: 'Pyongyang con il cappio al collo, si rischia effetto domino'
Che idea si è fatto dopo l'ennesima provocazione di Pyongyang?


"E' la reazione di un uomo che ha un cappio al collo che si sta stringendo. L'embargo sta creando non solo un problema di sopravvivenza della popolazione ma anche alla sua azione. L'unica risorsa che ha in questo momento è cercare di spaventare il mondo lanciando missili. Finché gli sarà concesso continuerà a farlo. Quello che è successo questa notte è un ulteriore passo avanti in un processo che lui ha in mente per tentare di uscire dall'isolamento".


Siamo ancora ai war games simulati o la reazione è imminente?


"Per fortuna le minacce di Trump sono state modificate dai suoi consiglieri. Una reazione sarebbe abbastanza semplice dal punto di vista militare, poi però si potrebbe innescare un effetto dominio. Ovviamente è la Corea del Sud la nazione più preoccupata e spaventata da un inizio di una guerra. Gli Stati Uniti sono in grado di colpire le basi di Pyongyang che però al confine con la Corea del Sud ha schierato missili con testate chimiche che potrebbero fare una strage spaventosa. L'opzione militare è sul tavolo, ma non è così scontato che la si usi subito, il problema è uscire da questa impasse prima che si arrivi al punto di rottura".


Il punto di rottura potrebbe essere questa ipotetica atomica montata sui missili dalla Corea del Nord?


"Credo che con tutto quello che ha speso in tecnologia militare la Corea del Nord sia arrivata ad avere almeno una testata da poter montare su un missile. E' chiaro che anche loro si rendono conto che quello è un passo senza ritorno. Il problema è agire sulle potenze che hanno un'influenza sul regime di Pyongyang, a partire dalla Cina che inizia a capire quello che potrebbe accadere in quel quadrante. La situazione passa dall'inasprimento o meno dell'embargo, ora vediamo il Consiglio di Sicurezza dell'Onu cosa decidere dopo quanto accaduto questa notte".


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