Stupro Rimini, Sbai: ''Commento umiliante. Rischio emulazione con troppa visibilità''

29 agosto 2017 ore 14:15, Stefano Ursi
Sta facendo molto discutere la vicenda del commento choc postato su Facebook da un mediatore culturale in servizio presso una cooperativa bolognese, sotto all'articolo de Il Resto del Carlino sulla vicenda dello stupro di Rimini: ''Peggio ma solo all’inizio, poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale''. Il commento è stato poi eliminato ma è divenuto velocemente di dominio pubblico, con una bufera mediatica scatenatasi in men che non si dica. Il mediatore, intanto, è stato sospeso dalla cooperativa. IntelligoNews ha chiesto su questa vicenda il parere di Souad Sbai, giornalista e presidente dell'associazione antiviolenza Acmid Donna Onlus, che amplia il raggio della riflessione: ''Il problema che più volte ho sollevato è che spesso questi signori non è che medino così bene, lo abbiamo notato anche nelle carceri ad esempio, e proprio per questo – dice – occorrerebbe un controllo maggiore sulla figura dei mediatori, soprattutto quando si tratta di situazioni a stretto contatto con stranieri che arrivano in Italia''.

Stupro Rimini, Sbai: ''Commento umiliante. Rischio emulazione con troppa visibilità''
Souad Sbai
Che idea si è fatta di questa vicenda?

''Le preannuncio che sto preparando un'interrogazione parlamentare, perché è un fatto inaccettabile: un commento offensivo verso tutte le donne, troppo umiliante per loro, ma anche per gli uomini, che dovrebbero prendere una posizione forte al riguardo''.

La polemica più forte si è scatenata sul fatto che questo signore operi come mediatore culturale.

''Il problema che più volte ho sollevato è che spesso questi signori non è che medino così bene, lo abbiamo notato anche nelle carceri ad esempio, e proprio per questo occorrerebbe un controllo maggiore sulla figura dei mediatori, soprattutto quando si tratta di situazioni a stretto contatto con stranieri che arrivano in Italia. A volte non trasmettono quello che dovrebbero trasmettere. Nel caso in questione occorre prendere una posizione molto ma molto dura; e anche il ministro Minniti dovrebbe dare un'occhiata a ciò che gira intorno ai centri di accoglienza a al mondo dei mediatori, che hanno molto spesso a che fare con ragazzi e minori stranieri, affinché non si facciano danni peggiori di quanti già non ce ne siano nella situazione attuale''.

Si chiedono in molti se sia questione di mentalità un pensiero del genere, o se, viceversa, siamo di fronte ad un caso isolato.

''Non è un caso isolato, nella maniera più assoluta. Non dobbiamo generalizzare, ovviamente, ma un pensiero come questo fa parte di una certa mentalità, e di alcuni ambienti culturali dove lo stupro assume connotati molto particolari, specialmente se a danno di donne occidentali. In Marocco, ad esempio, quest'estate si sono verificate moltissime violenze, anche sessuali su ragazze e ragazzine, e si assiste ad un aumento preoccupante del fenomeno''.

La stupisce il postare un commento con questo contenuto in totale tranquillità?

''Vede, Facebook ha la forza di farci arrivare le notizie in tempo reale, con una velocità impressionante. E non perdona, sbattendo in faccia a tutti appena svegli notizie di ogni genere, anche quelle più crude. Il commento è stato postato sotto all'articolo come se niente fosse, e fa riflettere su cosa pensi questo signore delle donne e su quali messaggi, soprattutto, possano passare in coloro che dovrebbero essere indirizzati verso l'integrazione. Noi siamo rimasti scioccati da questo fatto e c'è una discussione anche in vari gruppi di donne, ma allo stesso tempo non intendiamo nemmeno dargli troppa visibilità, perché non vorremmo che poi diventasse una vittima: il messaggio contenuto in quel commento non va sottovalutato, da nessun punto di vista. La stampa deve dare le notizie ma, ripeto, sarebbe il caso di non enfatizzare oltremodo, perché altrimenti quel messaggio rischia di tramutarsi, paradossalmente, in  incente per alcuni. Con il rischio emulazione sempre dietro l'angolo. E già qualche commento positivo era spuntato sui social. È chiaro, comunque, che i provvedimenti debbano essere pesanti, perché altrimenti ognuno può alzarsi la mattina e scrivere sul web quello che ha scritto questo mediatore. Che non merita tutta l'attenzione mediatica che ha avuto''.

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autore / Stefano Ursi
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