Gentiloni, Adinolfi: "Vi spiego perchè è destinato a durare. Cattolici in politica: unità e subito"

29 dicembre 2016 ore 14:05, intelligo
di Stefano Ursi

La conferenza stampa del presidente Gentiloni ha suscitato un ampio dibattito fra gli analisti e i commentatori della politica italiana. Molti hanno puntato il focus sulla continuità che lo stesso Gentiloni ha voluto porre fra l'operato di Renzi e quello che lui intende portare avanti. IntelligoNews ha chiesto l'opinione di Mario Adinolfi, giornalista e presidente del Popolo della Famiglia, che ha dato una lettura diversa da quella proposta dai media in queste ore: ''Dal punto di vista politico c'è discontinuità. Credo che Gentiloni sia destinato a durare, probabilmente anche nella prossima legislatura, e che la stagione di Renzi, che pure sarà candidato premier, sia oggettivamente offuscata''.

La stupisce la continuità Renzi – Gentiloni?

''Io sono convinto, in realtà, che dal punto di vista politico ci sia una discontinuità, e questo perché credo che Gentiloni sia destinato a durare, probabilmente anche nella prossima legislatura, e che la stagione di Renzi sia oggettivamente offuscata. Dentro questa distinzione c'è chi pensa che Gentiloni sia una sorta di 'burattino' nelle mani di Renzi, e lo pensa perché non conosce bene le logiche della politica e soprattutto quelle interne a quella strana galassia rutellian-renziana, dove è egemonico il mondo rutelliano, mentre quello renziano si limita al cosiddetto 'giglio magico'. Gentiloni è espressione di un sistema di potere radicato in decenni in questo Paese, strutturato fin dalla sindacatura Rutelli del 1993. Dopodiché, rispetto alle politiche che ci interessano, relative alla famiglia e al gender, addirittura oltre alla continuità c'è un aggravamento. La nomina scellerata, oltre che violentemente incostituzionale, di Valeria Fedeli ci ha dato immediatamente un segnale degli intendimenti di Paolo Gentiloni. La cosa, peraltro, mi spiace perché lo conosco bene e so che è una persona intelligente, ma la forzatura su Fedeli, la riproposizione delle leggi Scalfarotto, l'orizzonte dei nuovi diritti civili identificato nei falsi miti di progresso e l'appoggiarsi su Giachetti che è il più importante agit prop in Parlamento della droga libera, sono allarmi di pericolo per il Popolo della Famiglia. Io, come presidente, lo sottolineo con fermezza e grande preoccupazione''.

Quando dice che Gentiloni potrebbe proseguire anche nella prossima legislatura, pensa che possa essere lui il prossimo candidato premier al posto di Renzi?

''Penso che rimarrà Renzi il candidato premier, ma dall'altro lato sono convinto che la costruzione di un sistema proporzionale e le conseguenze dell'attuale assetto politico italiano conducano con naturalezza a comprendere che il candidato alle elezioni non sarà mai premier, a meno di prendere il 50% dei consensi. Percentuale da cui Renzi, francamente, mi pare assai lontano. Su questo va ricordata la lezione del 2013, quando il Partito Democratico vinse le elezioni con un ampio premio di maggioranza, ma il panorama ormai tripolare impedì a Bersani di fare il premier. La candidatura a premier alla quale tutti spingono Renzi, è paradossalmente la modalità tramite la quale essere certi che non lo diventi. Oltretutto mentre da più parti si è alla ricerca di un punto di equilibrio possibile fra centrodestra e centrosinistra, su una prospettiva di larghe intese che è l'unica immaginabile per arginare il rischio grillino. Appare in questo senso evidente come la figura di Gentiloni, nella tonalità e modalità molto meno arrogante di Renzi, sia per Berlusconi un interlocutore infinitamente più affidabile. E in tutto questo il rischio terribile è che senza la presenza importante di cattolici veri a difesa dei principi non negoziabili in Parlamento, la prossima legislatura possa essere drammaticamente pericolosa per l'approvazione delle leggi cui prima facevamo cenno''.

Abbiamo letto sui social che la Community de La Croce Quotidiano si interrogherà sul ruolo dei cattolici nel 2017, insieme con Generazione Famiglia di Coghe e Difendiamo i Nostri Figli di Gandolfini. Potrebbe essere l'anno del dono dell'unione che fa la forza?

Gentiloni, Adinolfi: 'Vi spiego perchè è destinato a durare. Cattolici in politica: unità e subito'
''Noi chiediamo unità da quando siamo nati e all'assemblea costituente del PdF erano presenti esponenti di Generazione Famiglia e Difendiamo i Nostri Figli, che è un elemento importantissimo per l'associazionismo di base. Ho detto più volte a Gandolfini che questa, secondo me, è naturalmente l'evoluzione del nostro impegno, e credo, allo stesso tempo, al suo intendimento di non volersi candidare. Ma credo anche che occorre recuperare un'unità di intenti, per cui tutte le associazioni sono decisive e fondamentali a livello pre-politico: ma un soggetto politico autonomo a difesa dei diritti non negoziabili esiste, si chiama Popolo della Famiglia, e ha raggiunto grandi traguardi eleggendo persone alle amministrative con le proprie liste autonome. E si presenterà senza alcun dubbio, con il proprio simbolo sulla scheda, alle elezioni politiche, che credo saranno nel 2017. In quel momento, solo un forte elemento di consenso al soggetto autonomo in difesa dei principi non negoziabili potrà garantire le condizioni affinché la battaglia politica diventi concreta, contro le vergognose strumentalizzazioni cui assistiamo in questi giorni, come la provocazione di oggi sulla legge anti-omofobia, che altro non è se non un modo per tapparci la bocca mandandoci in galera ed è totalmente liberticida. Se si vuole fare battaglia politica concreta, bisogna dare consenso ad un soggetto politico autonomo, svincolato dalle logiche di partito tradizionali che hanno massacrato la presenza dei cattolici in politica''.


Il Popolo della Famiglia, dunque, è e rimane aperto a tutti?

''Certo, e chiede sin dal giorno della sua costituzione l'unità dei cattolici impegnati sul fronte della battaglia politica, che è diverso da quello pre-politico. E in questo senso io, Gianfranco Amato, Nicola di Matteo non ci siamo mai dimessi dal comitato Difendiamo i Nostri Figli, ma solo autosospesi perché riteniamo che l'azione in politica debba prevedere una distinzione di ruoli. Che potrebbe essere la base per un'unità ritrovata da attuarsi immediatamente''.

Lei prima parlava di sindacature. Una previsione su quanto durerà la giunta Raggi a Roma.

''Io non so fare previsioni ma quello che ho visto è davvero vergognoso: se una sindaca, che era arrivata dicendo di voler fare pulizia, mette in atto questo intendimento volendo triplicare lo stipendio del suo principale collaboratore, tagliando da 95 a 60 milioni il fondo per i disabili, di altri 40 milioni entro il 2018 quello per le persone a rischio di esclusione sociale e portando da 5 a 3 milioni il fondo per l'occupazione giovanile, qui parliamo di politiche contro le persone più deboli, di tagli sulla carne viva. Prima se ne va e meglio fa''.
autore / intelligo
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