Mattarellum, Esposito (Pd): "Nemici prima, amici dopo: ecco la strategia di Mdp"

29 marzo 2017 ore 12:22, Adriano Scianca
"Mdp contro il Mattarellum? Non mi stupisce". Stefano Esposito, senatore del Pd, fa il punto sulla questione della legge elettorale. E a IntelligoNews spiega: "Tutto questo fa ripiombare il Paese in un'epoca che credo nessuno rimpianga".

I bersaniani si schierano contro il Mattarellum. Ci aiuta a capire perché?

Mattarellum, Esposito (Pd): 'Nemici prima, amici dopo: ecco la strategia di Mdp'
«Mi sembra chiaro: il Mattarellum è una legge elettorale di spirito maggioritario, anche se favorisce le coalizioni. Ora, la scissione di Mdp dal Partito democratico ha attinenza anche con un ragionamento di tipo elettorale che preveda il ritorno al proporzionale. Altrimenti che funzione avrebbe una forza come Mdp? La forza del Pd è nel fatto che si era lavorato per avere un sistema elettorale maggioritario, che tende a far stare insieme sotto uno stesso tetto anche soggetti diversi. Col proporzionale si ritorna a una logica per cui anche partiti con il 3, il 4 o il 5% diventano determinanti. Cioè la triste storia della Prima Repubblica. Quindi non mi sorprende che Mdp, usando argomenti che non stanno in piedi, non voglia il maggioritario, quindi il Mattarellum. Che pure è un modello che favorisce le coalizioni, quindi teoricamente potrebbe anche andar bene. Ma Mdp vuole mano libera durante le elezioni. Con il Mattarellum sarebbe costretto a una coalizione da dover dichiarare prima, mentre loro la vogliono eventualmente trattare dopo».

I numeri in Parlamento li avete?

«Alla Camera ci sono, probabilmente. Al Senato no, mi pare evidente».

E quindi come se ne esce?

«Non se ne esce. Io credo che sia giusto che il Pd abbia come obbiettivo imprescindibile quello di non far riprecipitare il Paese nel proporzionale. Renzi ha sempre detto: voglio una legge elettorale con cui la sera delle elezioni si sappia chi ha vinto. Con il proporzionale, che una parte consistente delle forze parlamentari auspica, avremo una legge elettorale con cui la sera delle elezioni hanno vinto tutti e poi ci si ritrova in Parlamento. E su questo noi non dobbiamo mollare. Resta il fatto che oggi i numeri in Senato non ci sono. Lo stesso Salvini, che si dice pronto a votare con qualunque legge elettorale, al momento di stringere non stringe. Il proporzionale fa comodo a tutti questi partiti più piccoli».

Esistono modelli di compromesso che potrebbero farvi superare lo stallo?

«L'unica possibilità è quella di trovare un equilibrio su un modello elettorale più alla tedesca, dove ci sia un premio per chi prende un voto in più. Il premio, però, non deve essere troppo alto, sennò viene bocciato dalla Corte Costituzionale. Quindi è un equilibrio molto difficile. Ho la sensazione che una possibile ipotesi di soluzione possa essere quella che aveva prospettato Forza Italia, cioè un Mattarellum corretto. Il Mattarellum è 75% collegi e 25% proporzionale. Forse si potrebbe lavorare a un modello 50% collegi e 50% proporzionale. La verità, però, è che Mdp non vuole un modello elettorale che lo obblighi a scegliere la coalizione prima del voto. Vogliono fare una campagna elettorale contro il Pd e poi eventualmente in Parlamento farci un'alleanza. Capisce che tutto questo fa ripiombare il Paese in un'epoca che credo nessuno rimpianga. Io no di sicuro, la sensazione è che neanche gli italiani la rimpiangano».
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