Mattarellum, Scotto (Mdp): "Perché il ritorno di fiamma del Pd è sospetto"

29 marzo 2017 ore 13:25, Adriano Scianca
L'impegno sociale dei leader europei? "Mi sembra un risultato ancora molto modesto". Lo dice Arturo Scotto, di Mdp, che a IntelligoNews dichiara: "Noi vogliamo ricostruire un nuovo centrosinistra. Questo passa attraverso una discontinuità profonda con le politiche di Matteo Renzi".

Mattarellum, Scotto (Mdp): 'Perché il ritorno di fiamma del Pd è sospetto'
La celebrazioni di sabato scorso dovrebbero segnare il passaggio dall'Europa rigorista all'Europa sociale. Cosa ne pensa e come si può declinare una diversa Europa?

«Ci sono delle novità che vanno colte. L'inserimento del pilastro sociale nelle dichiarazioni finali è importante, anche se avrei scelto un altro ordine di priorità, l'avrei messo al primo posto. Il punto è il tempo: quando si dà una durata di 10 anni si rischia di non vedere l'incendio che c'è fuori, l'allargamento della faglia delle diseguaglianze sociali, i rischi molto concreti di tenuta del sistema politico e dello stesso sistema Europa. Mi sembra un risultato ancora molto modesto».

Sul Mattarellum siamo in fase di stallo. È il ceto politico che non riesce a ridefinirsi oppure il proporzionale va bene perché salvaguarda le identità dei partiti?

«Il Mattarellum è stato accantonato da Renzi nel momento in cui ha scelto di fare una nuova legge elettorale imponendola al Parlamento con una tripla fiducia. Si chiamava Italicum, non Mattarellum, ed è stato poi progressivamente smantellato dalla Corte Costituzionale che ne ha bocciato alcuni punti, ritenendoli incostituzionali. Questo ritorno di fiamma del Mattarellum è sospetto, perché sembra, in qualche modo, una maniera per impedire che si faccia una legge elettorale scritta da tutti, mentre noi dobbiamo avere l'ambizione, dopo il 4 dicembre, di scrivere le regole tutti quanti insieme. Il Mattarellum è una buona legge elettorale. Oggi, però, con il quadro attuale, rischia di dare il massimo della deformazione maggioritaria e il minimo della governabilità. Occorre ricostruire un equilibrio tra governabilità e rappresentanza. Non abbiamo paura anche di soglie un po' più alte, ma vanno omogeneizzate tra Camera e Senato, occorre togliere di mezzo quei capilista bloccati che sono l'ultima impronta del renzismo». 

Quale deve essere, secondo voi, il collante della sinistra del futuro?

«Noi vogliamo ricostruire un nuovo centrosinistra. Questo passa attraverso una discontinuità profonda con le politiche di Matteo Renzi e con l'idea che il lavoro e la questione sociale fossero elementi marginali».
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