Ok in Senato Dl Immigrazione, Centinaio (LN): "Non votato perché buono ma irrealizzabile"

29 marzo 2017 ore 16:00, Americo Mascarucci
Approvato in Senato il Decreto legge Immigrazione su cui il ministro dell’Interno Marco Minniti ha posto la fiducia. Fiducia ottenuta con 145 sì (Pd, Ap e Mdp), 107 no (Forza Italia, Lega, Gal, Ala, Si, M5S e Conservatori e riformisi) e un astenuto. Il provvedimento, che dovrà essere convertito in legge entro il 18 aprile, passerà ora all'esame della Camera. 
Per il capogruppo della Lega Nord Gian Marco Centinaio intervistato da Intelligonews, il Dl potrebbe anche essere condiviso se non fosse di difficile attuazione. Per questo il Carroccio ha votato contro.

Per Minniti il Dl Immigrazione consentirà più rimpatri e meno burocrazia. Quello che chiedete anche voi della Lega. Perché avete votato contro?

"Per il semplice motivo che il Governo non ci ha permesso di votare gli emendamenti e di discutere sul merito del provvedimento mettendo la fiducia per l’ennesima volta. Eravamo disponibili a confrontarci con il Governo e a discutere costruttivamente le nostre proposte, confrontandole con quelle del Ministro Minniti. Ma tutto questo ci è stato impedito".
Ok in Senato Dl Immigrazione, Centinaio (LN): 'Non votato perché buono ma irrealizzabile'

Ma nella sostanza cosa c'è che non vi piace?

"Il provvedimento teoricamente potrebbe anche andare bene, ci sono delle cose da correggere ma sulle quali si poteva ragionare e trovare anche delle possibili convergenze. Tuttavia per noi rimane un libro dei sogni di difficile attuazione".

Perché?

"Perché troppi hanno storto il naso. Lo hanno storto molti componenti della maggioranza, ragione per cui si è messa la fiducia; lo ha storto la magistratura e lo ha storto pure la Corte Costituzionale. Quando Minniti parla di velocizzare l’attività dei tribunali per ciò che concerne i ricorsi per le espulsioni, ci chiediamo come questo sia possibile con la struttura che hanno oggi i tribunali. Si rischia secondo noi di andare ad ingolfare ulteriormente la macchina della giustizia. Anche noi chiediamo da tempo di velocizzare le procedure ma quante risorse aggiuntive, quanto personale e quali strutture saranno garantite ai tribunali per raggiungere l'obiettivo? Ci sono tutta una serie di elementi che non ci sembrano possano consentire una realizzazione effettiva e completa del piano".

Minniti però oltre all'accelerazione dei procedimenti giudiziari parla anche di accordi più efficaci con i paesi di provenienza dei migranti per favorire i rimpatri. Questo non è positivo?

"Certo, ma quando si parla di fare accordi con i paesi di provenienza il ministro non può prendere come primo stato la Libia perché così ci prende in giro. Gli accordi vanno fatti con i paesi in cui non c’è la guerra e dove c’è la possibilità di siglare intese concrete e durature per rendere davvero attuabile questo decreto. Il ministro dell'Interno, ma anche quello degli Esteri, avrebbero dovuto iniziare da tempo ad intrecciare rapporti con i paesi di provenienza perché sanno benissimo da dove vengono gli immigrati che sono qui per ragioni economiche e che non possono quindi ottenere lo status di rifugiati come quelli che fuggono dalle guerre. Se loro intendono accelerare questo provvedimento come hanno voluto fare in Senato con il voto di fiducia, rischieremo fra qualche settimana di ritrovarci un decreto pronto ma irrealizzabile". 

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