Maniaco dell'ascensore, Crepet: "L'Italia non tutela donne e bambini"

29 settembre 2017 ore 15:57, Americo Mascarucci
Venticinque stupri alle spalle, una condanna definitiva a 14 anni di carcere per reati a sfondo sessuale di cui soltanto otto scontati. Ecco il curriculum dello stupratore seriale che a Milano ha violentato una 13enne. E naturalmente tutti si stanno chiedendo come possa essere possibile che un soggetto del genere, tornato libero, possa violentare ancora. Con certi precedenti non sarebbe stato opportuno controllarlo o quantomeno limitarne gli spostamenti, magari tenendolo sotto sorveglianza in un istituto? Invece pur in presenza di una perizia che ne accertava le "tendenze sadiche" è stato rimesso in libertà senza alcuna misura restrittiva. Era tanto difficile prevedere che sarebbe tornato a colpire? Intelligonews lo ha chiesto allo psichiatra Paolo Crepet.
Maniaco dell'ascensore, Crepet: 'L'Italia non tutela donne e bambini'

Possibile che nessuno ha sentito il bisogno di controllare questo soggetto? Era così difficile prevedere il rischio di altri stupri?

"Così come capita a noi di chiedere consigli ai magistrati su questioni di natura giuridica, forse altrettanto dovrebbero fare per legge i magistrati su questioni di natura psichiatrica, ma non nell'ambito dei processi, ma nel momento in cui certi soggetti vengono rimessi in libertà. Ora mi chiedo: se fossi il padre di questa ragazzina con chi dovrei prendermela? Chi è che mi dà giustizia? Il caso dal mio punto di vista, quello dello psichiatra, era enormemente prevedibile. Chi ha ritenuto necessario lasciare libero questo signore di circolare, ora vada a spiegarlo ai genitori della 13enne. I danni per questa povera vittima saranno enormi dal punto di vista psicologico e per molti anni? Chi paga? E cosa intende fare lo Stato per risarcire ciò che era prevedibilissimo accadesse?". 

Una perizia definisce l'aggressore tendenzialmente sadico, eppure per il fatto di essere stato riconosciuto capace di intendere e di volere è stato rimesso in libertà senza controlli. Non è questo un controsenso?

"Non vuol dire niente. Esiste una patologia della mente che non è affatto incompatibile con le capacità di intendere e di volere. Sono stato incaricato di redigere perizie su pedofili che nella vita facevano i medici o svolgevano altre professioni. Se fossero stati incapaci di intendere e di volere non avrebbero potuto fare i medici, gli avvocati o i carabinieri come è successo in alcuni casi. E' assurdo pensare che se si è incapaci di intendere e di volere si va in manicomio e se non lo si è si torna liberi. E' qui l'errore di fondo".

Appunto. Uno è capace di intendere e di volere, ma nonostante sia pericoloso non viene controllato perché "sano di mente". Ma che legge è? 

"Una legge che non contempla soluzioni intermedie fra il manicomio criminale e la piena libertà".

Quindi? Come prevenire?

"Una soluzione potrebbe essere quella dei braccialetti elettronici che vengono per esemio applicati a persone accusate di omicidio che vengono sottoposte agli arresti domiciliari perché le carceri sono strapiene. Perché questa misura non viene applicata anche agli stupratori e ai pedofili? Non è un problema economico, non è un problema di produzione. E' solo un problema di cultura. Resto esterefatto dalla nostra cultura che è una cultura che ce l'ha con le donne".

In che senso scusi?

"Nel senso che la donna in Italia non viene tutelata, nemmeno se minorenne. Non sto parlando di magistratura ma di cultura italiana. E proprio verso la cultura italiana mi sento di puntare il dito e chiedere perché ce l'ha tanto con le donne e con i bambini. Lasciare liberi stupratori e pedofili seriali è la dimostrazione più evidente di ciò che sto affermando". 






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