Barista ucciso da rapinatore, parla Crepet: "Ci sono le sindromi dell'ex combattente"

03 aprile 2017 ore 15:23, intelligo
di Stefano Ursi

Dopo l'omicidio di un barista di Budrio durante una rapina, è caccia all'uomo. Prende corpo l'idea che possa trattarsi di un ex militare, proveniente dall'Est Europa di cui man mano si tenta di ricostruire un identikit. Il barista, secondo la dinamica che viene ricostruita, sarebbe riuscito a disarmare il rapinatore del fucile che imbracciava ma sarebbe stato colpito da un colpo di pistola, seconda arma che questi portava con sé. IntelligoNews ha chiesto l'opinione del prof. Paolo Crepet, psichiatra.

Barista ucciso da rapinatore, parla Crepet: 'Ci sono le sindromi dell'ex combattente'
Paolo Crepet
L'accaduto durante una rapina per un incasso di poche decine di euro. Che identikit psicologico si può fare di questo soggetto?

''E' difficile dirlo così a distanza. Il fatto che possa aver agito per pochi euro non vuol dire nulla, le rapine non si fanno solo per miliardi ma anche per pochi spiccioli, e spesso sono sanguinarie. In secondo luogo occorrerebbe capire chi è questo signore, probabilmente molto isolato, su una deriva disperata per ragioni che personalmente non conosco e credo non conosca nessuno al momento. Sicuramente pericoloso, perché potrebbe agire in maniera ancora più esasperata. Non dobbiamo dimenticare, ragionando proprio su questo caso, che esistono delle sindromi degli ex combattenti, come ad esempio quelle studiate sui reduci del Vietnam, che sono importanti dal punto di vista psicologico. Bisognerebbe sapere qualcosa di più della sua vita per poi azzardare delle ipotesi un po' più mature''.

Si può comprendere chi si ha davanti in quei frangenti?

 ''Non è possibile, perché la rapina stessa è uno choc, perciò ognuno di noi non può sapere cosa farebbe e cosa accadrebbe di sé in una circostanza del genere. In questo senso è tutto molto aleatorio, nessuno di noi, persone civili e oneste, può pensare di reagire come reagirebbe un assassino, dunque è chiaro si possa cadere nel tentativo bonario di instaurare un minimo di dialogo, e in questo caso, trattandosi probabilmente di uno straniero, le cosa potrebbe essere divenuta più difficile. Ma al di là di questo non si possono dare delle regole e chi le dà vuole solo semplificare e non affrontare seriamente il problema della violenza, che pare si stia diffondendo sotto tanti piani: dei giovani, delle rapine, di chi reagisce e così via. Mi pare stiamo tornando indietro nei decenni, in maniera molto preoccupante''.

Rivedere o no la legittima difesa? E se sì come?

''Io faccio il mio mestiere che non è quello del politico: credo che nessuna persona onesta possa scordarsi di ciò che eventualmente fa; stante la autodifesa, ovviamente se in una condizione assolutamente estrema, davanti alla visione di una pozza di sangue e di un corpo esanime la nostra reazione e sensibilità saranno toccate per sempre. Io non credo che questa chiamata alle armi abbia un minimo di senso né di razionalità. Chi fa campagna elettorale su questo, chiunque sia, è di una irresponsabilità assoluta. Giocare con il consenso politico basandosi sulla paura e sul terrore di tanta povera gente mi fa personalmente raccapriccio. Credo che la politica debba ascoltare le persone e non aggregarle con la paura''.

Spesso abbiamo letto e sentito di ex militari che hanno rivolto le armi contro se stessi, i familiari o contro altri. Non c'è un pericolo nel dare anche a semplici cittadini la possibilità di armarsi, seppure a casa o nella proprietà privata?


''Non c'è dubbio su questo: chi possiede un'arma prima o poi la utilizza. E non solo per fare una rapina o per difendersi da essa; se si vanno a guardare i dati sul femminicidio e sulla violenza contro le donne, quando viene utilizzata un'arma, molto spesso si tratta di persone a cui quell'arma serviva per la professione. E questo è un dato di continuità, perché quando si usa un'arma nella professione si assume con essa una tale confidenza con l'oggetto, che poi è il primo a cui si ricorre nel momento dell'irrazionalità''.

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autore / intelligo
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