Terrorismo, Tonelli (SAP): ''Carcere non è fabbrica jihadisti, a noi serve addestramento su strada''

03 febbraio 2017 ore 13:26, intelligo
di Stefano Ursi

Rimbombano sui media i fatti di #Parigi di stamane. L'ennesimo atto terroristico che tocca la capitale francese. Com'è la situazione in Italia? IntelligoNews ha chiesto l'opinione del segretario del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) Gianni Tonelli: ''Servono corsi antiterrorismo per gli operatori su strada. Quello della sicurezza è il primo apparato di un Paese''.

Come commenta i fatti del Louvre di stamane? Com'è la situazione in Italia?

Terrorismo, Tonelli (SAP): ''Carcere non è fabbrica jihadisti, a noi serve addestramento su strada''
Gianni Tonelli
''L'Italia è abbastanza schermata a causa di un certo levantinismo in politica estera, ma non certo da iniziative di lupi solitari che possono partire e autonomamente determinarsi in azioni terroristiche come quella oggi in Francia. Nei giorni scorsi ho inviato una lettera al ministro dell'Interno e al Capo della Polizia proprio per sollecitare tutta una serie di provvedimenti assolutamente indispensabili, tra cui quello di corsi antiterrorismo per gli operatori su strada, che, peraltro non ha nemmeno costi molto elevati. Bisogna rimediare ai disastri nel comparto sicurezza degli anni scorsi, che si sono tradotti nella debilitazione di una situazione già precaria. L'altro giorno il capo della Polizia è stato in Parlamento e ha confermato che mancano 18mila uomini alle forze dell'ordine. Oltre all'età media che avanza. Quel che è accaduto oggi, e non solo, necessita una riflessione, perché occorre in qualsiasi modo agli errori commessi nel passato: qui parliamo del primo apparato di un Paese, quello della sicurezza''.

Il Ministro della Giustizia Orlando ha parlato della situazione nelle carceri, in cui alcuni detenuti a rischio radicalizzazione sono monitorati. Che ne pensa?

''Sul carcere va detta una cosa: non è una fabbrica di jihadisti, è sulla popolazione carceraria che occorre riflettere, che è a rischio. Nella cultura occidentale, oggi, una persona che sbaglia va poi a cercare un riscatto sociale, che si sostanzia con il cambiare vita. Parliamo di persone che vivono comunque un travaglio interiore e che cercano una svolta esistenziale. In un contesto straniero come il nostro, se non si opera correttamente in questo senso, una delle strade diventa, per alcuni soggetti, il jihad. Dobbiamo essere attenti ad importare soggetti a rischio, perché il carcere è un epifenomeno rispetto a quello principale: altrimenti si prende di nuovo un abbaglio e la questione non viene affrontata come si deve. Non è che se spostiamo determinati soggetti dal carcere ad un centro di recupero cambia qualcosa. La questione è più ampia''.
autore / intelligo
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