Reddito di inclusione, Esposito (PD): ''E' di sinistra. Cosa rispondo alle opposizioni''

30 agosto 2017 ore 12:03, Stefano Ursi
Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il reddito di inclusione. Questa misura va incontro a circa 400mila famiglie, pari a circa 1,8 milioni di persone andando a sostituire il Sia, ovvero il sostegno all'inclusione attiva. Esso viene erogato a tutti coloro che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta, in maniera integrata con una serie di strumenti che puntano alla reintroduzione socio-lavorativa dei soggetti interessati sulla base di un patto per l’inclusione. Priorità sarà data alle famiglie con minori, disabili, disoccupati sopra i 35 o donne incinte. Sul provvedimento IntelligoNews ha chiesto il parere di Stefano Esposito, parlamentare del Pd.

Reddito di inclusione, Esposito (PD): ''E' di sinistra. Cosa rispondo alle opposizioni''
Stefano Esposito
Il suo giudizio sull'approvazione del reddito di inclusione.

''In realtà il reddito di inclusione lo abbiamo approvato nell'aprile dello scorso anno, non è che siamo stati a giocare. Era una legge delega e ora attendiamo i decreti attuativi, dunque non stiamo parlando di una cosa, come sento dire in giro, in vista delle elezioni visto che siamo partiti in largo anticipo. Il mio giudizio non può che essere positivo partendo da un dato, che spero al di là delle legittime polemiche dell'opposizione, venga riconosciuto: è la prima volta in assoluto, dalla fondazione della Repubblica, che abbiamo una legge organica di contrasto alla povertà e di sostegno al reddito delle fasce più deboli. Naturalmente si può e si deve fare ancora di più, i due miliardi stanziati finora coprono un pezzo dei nostri concittadini in difficoltà. Puntiamo ad incrementare la dotazione finanziaria del provvedimento già dalla prossima legge di bilancio che inizieremo a discutere fra circa due mesi al Senato. Questa è la ragione principale del mio giudizio positivo, poi io, che sono rispettoso della dialettica democratica, capisco che le opposizioni ogni volta che il governo fa qualcosa dicano che va fatto di più; dopodiché quando governi non scrivi libri di fantasia ma devi fare i conti con la realtà e le disponibilità. Non si confonda il reddito di inclusione con quello di cittadinanza, che è una bella suggestione da raccontare nei comizi ma che, come hanno dimostrato analisi specifiche non solo del Pd ma anche di oservatori autonomi, è del tutto impraticabile. A partire proprio dalle risorse. Uno può anche raccontare che domattina se governerà regalerà un chilo d'oro a tutti, poi è evidente che si tratta di una promessa da marinaio: io, fra questa e un atto concreto anche se non ancora sufficiente per coprire tutte le esigenze, preferisco un atto concreto''.

In molti, commentando l'approvazione della legge, hanno obiettato che senza una profonda riforma del mercato del lavoro potrebbe non bastare.

''Noi la riforma del lavoro l'abbiamo fatta ed è oggetto ancora di molte critiche. Il Jobs Act è una realtà e ha portato risultati concreti, anche se non ancora sufficienti per portarci in un posto di classifica pre-crisi. Io diffido sempre dei commentatori politici, e non solo, che ogni qual volta qualcosa di concreto viene messo in campo parlano di ben altro: il 'benaltrismo' in questo Paese ha fatto tanti danni e con la logica del dobbiamo fare ben altro non si è mai fatto nulla. Capisco che infastidisca che il Pd in questi anni abbia abbandonato la logica del benaltrismo, ma se ne facciano una ragione. Ribadisco, alle opposizioni è concesso scrivere libri di fantasia, a chi governa è prescritto fare le cose che vanno fatte con le risorse disponibili. Tenendo conto, peraltro, che il reddito di inclusione è una norma che si affianca ad altre norme da noi fatte: come ad esempio la possibilità di iscrizione gratuita all'università per chi ha reddito basso o il bonus nido. Tutte le misure messe in campo per la prima volta sono un vero sostegno, perché non è che se uno usufruisce del reddito di inclusione non ha accesso al bonus nido. Vanno visti come strumenti che si integrano, cosa di cui nessuno vuol parlare ma io sono orgoglioso del lavoro fatto come governo: abbiamo stanziato molte risorse per le famiglie in difficoltà. So bene che ce ne vorrebbero il doppio però bisogna anche trovarle. Noi abbiamo iniziato a farlo, speriamo di essere aiutati anche dalle opposizioni con qualche proposta di concretezza e non solo con promesse da marinaio, che non interessano gli italiani se non quelli che vogliono credere alle bufale del M5S''.

È un provvedimento che si può definire di sinistra?

''E' un provvedimento di sinistra come ce ne sono stati molti altri. Poi, vede, credo che ai nostri concittadini e alle famiglie che vivono in una condizione di difficoltà economica derivante da otto anni di crisi drammatica interessi molto poco: a loro interessa essere aiutati e sostenuti. Per gli addetti ai lavori che si interessano a queste questioni è un provvedimento molto di sinistra, di una sinistra riformista e responsabile, che deve tenere conto del debito pubblico monstre che abbiamo ereditato e che sta lavorando non solo per ridurlo, e non solo sulle spalle degli ultimi''.

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autore / Stefano Ursi
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