Partito unico centrodestra, Becchi: "A cosa punta Brunetta. Musumeci perdente"

30 agosto 2017 ore 12:17, Americo Mascarucci
"E’ giunta l’ora di mettere fine a una lunga transizione iniziata del ’94 con l’avvento della seconda Repubblica. Serve un nuovo assetto, un nuovo modello: subito dopo la vittoria alle politiche dovremo creare un nuovo grande unico movimento, un rassemblement repubblicano". Parole e musica del capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta che ha rilasciato un'intervista al Quotidiano Nazionale. Intanto il centrodestra ha chiuso l'accordo in Sicilia su Nello Musumeci candidato governatore. Una prima vittoria di Salvini contro le resistenze e i veti posti dal plenipotenziario berlusconiano sull'Isola Gianfranco Micciché? Di questo e altro Intelligonews ha parlato con il filosofo Paolo Becchi.
Partito unico centrodestra, Becchi: 'A cosa punta Brunetta. Musumeci perdente'

Brunetta prospetta l'idea di un partito unico del centrodestra definendolo una sorta di ressemblement repubblicano. Al momento però il centrodestra sembra aver trovato la quadra in Sicilia, mentre resta aperta la questione nazionale. Ritiene possibile questa idea del capogruppo a Montecitorio?

"Bisognerà vedere cosa accadrà con la legge elettorale. Quello è il problema principale. Tutte queste riflessioni fatte senza sapere con quale sistema elettorale si andrà a votare lasciano il tempo che trovano. Non ha senso tirare fuori adesso questo discorso. Brunetta sa che con il partito unico avrebbe più controllo su Lega e Fratelli d'Italia. Si potranno dividere i capilista bloccati fra i tre partiti, ma poi nei fatti i voti di preferenza, soprattutto quelli della Lega, finirebbe per papparseli tutti Forza Italia. Ecco perché al capogruppo forzista questa ipotesi piacerebbe. La cosa importante è un'altra e riguarda invece la risposta che Silvio Berlusconi ha dato ad alcuni quesiti che io stesso, insieme a Fabio Dragoni, gli ho posto su Libero. Ma temo che Brunetta non se ne sia accorto. Se il leader di Forza Italia accetterà l'idea dei minibot proposta dalla Lega come tentativo di una fase di transizione per l'uscita dall'euro, allora c'è la possibilità concreta di un'alleanza fra le due forze principali del centrodestra. Ma parlare di partito unico lo ritengo eccessivo. Si tratta comunque di forze, la Lega e Forza Italia, molto diverse fra loro".

Però l'Europa ha bocciato l'idea di Berlusconi della doppia moneta proposta come possibile soluzione di mediazione fra le istanze anti-euro di Salvini e l'europeismo degli azzurri.

"E' vero, l'Europa ha detto no alla doppia moneta ed in parte era inevitabile che lo facesse, dal momento che questa non è compatibile con i trattati europei. Ma attenzione, sui minibot non si è pronunciata e non può farlo semplicemente perchè in questo caso non c'è incompatibilità con nessun trattato. La strada potrebbe essere quindi perfettamente percorribile. Nel momento in cui Berlusconi e Salvini dovessero decidere di accordarsi su questa soluzione, i minibot diventerebbero il cavallo di Troia che farebbe crollare definitivamente l'euro".

Intanto in Sicilia il centrodestra si è ricompattato intorno al nome di Nello Musumeci nonostante i tentativi di Micciché di proporre un candidato centrista in accordo con Alfano. Si può parlare di una prima vittoria di Salvini?

"Francamente ho forti dubbi ad identificare il cambiamento in un candidato come Musumeci. Se il nuovo è riciclare vecchi politici, per quanto onesti e rispettabili, ritengo che la battaglia con il Movimento 5Stelle sarà tutta a vantaggio di questi ultimi. Musumeci poi è sbagliato definirlo uomo di Salvini visto che è di Fratelli d'Italia. Berlusconi ha dovuto adeguarsi, ma non so quanto quella di Musumeci sia la scelta migliore, ho dubbi che possa vincere. Anche perché mi sembra che se fino a qualche giorno fa la battaglia sembrava unicamente fra centrodestra ed M5S, ora che il Pd ha siglato l'accordo con Alfano le cose stanno cambiano. Alfano e company non contano certamente nulla a livello nazionale ma in Sicilia sembra che il loro apporto potrebbe essere tutt'altro che irrilevante. Insomma il Pd potrebbe tornare in gioco a pieno titolo".

Ma il voto in Sicilia è così importante al punto da determinare le prossime politiche?

"Se il Movimento 5Stelle vince in Sicilia, e ciò al momento è molto probabile, ipotecherà anche il risultato delle politiche, anche se poi lo ripeto tutto dipenderà dal sistema elettorale. Assurdo che ancora non si sappia con quale legge si dovrà votare, siamo ad agosto e le elezioni dovrebbero tenersi a marzo. Il voto in Sicilia è fondamentale e lo dimostra il fatto che Grillo sta puntando tutto sulla vittoria di Cancellieri e Berlusconi ha annunciato che farà personalmente campagna elettorale sull'Isola. Cancellieri sarà anche uno sconosciuto, ma ha dietro una squadra che non è quella che aveva la Raggi a Roma. Se vincerà farà sicuramente meglio di Crocetta. Oggi diciamo che Marino era meglio della Raggi ma sarà impossibile poter dire che Crocetta era meglio di Cancellieri se questo governerà la Regione. Ecco perché ritengo che una vittoria dei 5Stelle in Sicilia potrebbe ipotecare pesantemente anche le elezioni politiche e forse dal centrodestra sarebbe servita una risposta diversa e soprattutto più innovativa".

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