Bimba cristiana ad islamici, Fusaro: "Ingiustizia clamorosa. Perché la religione non c'entra"

30 agosto 2017 ore 13:51, Americo Mascarucci
Ritornerà dalla sua famiglia di origine e starà con la nonna la bambina londinese di 5 anni che, tolta alla madre naturale, era stata affidata ad una famiglia musulmana integralista che le proibiva di indossare il crocefisso e di vivere all’occidentale. Non solo, poiché molti dei membri della famiglia pare non parlassero inglese ma solo arabo, alla bimba sarebbero stati fatti iniziare dei corsi. Una decisione che aveva fatto molto discutere perché avvenuta in sfregio alle tradizioni culturali e religiose della famiglia di origine. Intanto in Italia un mediatore culturale si è lasciato andare ad un post sconsiderato su Fb nel quale affermerebbe che lo stupro sarebbe in un primo momento doloroso ma poi diventerebbe un normale rapporto sessuale che soddisferebbe la donna. E allora ci si chiede. Ma è possibile l’integrazione di fronte a vicende del genere? Intelligonews ne ha parlato con il filosofo Diego Fusaro.  
Bimba cristiana ad islamici, Fusaro: 'Ingiustizia clamorosa. Perché la religione non c'entra'

Alla fine la bimba londinese è tornata alla famiglia cristiana di origine sfuggendo all'indottrinamento della coppia musulmana affidataria. Ma resta il problema di fondo. Possibile sradicare una bimba dal proprio contesto familiare per impiantarla in un altro del tutto diverso e opposto sul piano culturale?

"Siamo in presenza di una vicenda molto controversa e spinosa. Di certo questa bambina ha subito un'ingiustizia clamorosa che però sarebbe stata altrettanto grave se anziché ad una famiglia islamica fosse stata affidata ad una famiglia atea, che le avesse imposto come regola di vita il consumismo sfrenato e il divieto di praticare il culto. Siamo in presenza di un evidente scontro fra mondi culturali contrapposti e a questo punto sta alla legge operare con maggiore prudenza e saggezza".

Il giudice che ha deciso di affidare la bimba alla nonna rimandandola alla famiglia di origine ha operato con saggezza?

"A mio giudizio sì, perché alla bambina deve essere consentito di restare comunque ancorata al proprio contesto culturale".

Il fatto che la famiglia affidataria le abbia tolto il crocefisso e abbia tentato di imporle le tradizioni islamich, non è il segnale di una volontà di sottomissione più che di integrazione?

"Il problema non è della famiglia, perché è logico che ogni genitore, naturale o adottivo che sia, cerchi di educare i propri figli ai propri valori. Il problema è che chi ha deciso l'affidamente non ha valutato l'incompatibilità fra i valori di partenza e quelli cui si sarebbe andati incontro. E' stato un errore giuridico. Non si può pretendere che una famiglia, sia essa cristiana, musulmana o ebrea, non educhi i propri figli secondo le proprie regole di vita".

In Italia c'è stato il caso della frase choc pronunciata dal mediatore culturale a proposito dello stupro di Rimini. Anche qui si può parlare di integrazione riuscita di fronte a fatti del genere?

"Dichiarazioni inqualificabili, ogni commento mi pare superfluo". 

In Italia si è combattuto per anni per superare una simile mentalità. Non c'è il rischio adesso che integrando culture in cui lo stupro, non soltanto non è condannato ma considerato quasi un dovere del marito nei confronti della moglie, si finisca per vanificare tanti progressi civili?

"Il problema è che tutto questo sarebbe risolvibile se esistessero ancora gli stati sovrani nazionali dove ognuno poteva credere in ciò che voleva rispettando le leggi dello Stato. Abbiamo voluto togliere gli stati sovrani nazionali e il risultato è questo ritorno dei fondamentalismi. Questo è il punto da considerare. Lo Stato viene prima della religione, ogni religione ha diritto di essere praticata fino a quando non entra in contrasto con le leggi dello Stato. Da questo punto di vista deve esserci maestro e faro culturale Giovanni Gentile: la religione deve essere sotto lo Stato e non può entrare in conflitto con esso. Qui invece siamo entrati in una sorta di Dedalo inestricabile dove ognuno tenta di imporre il proprio credo e i propri valori passando sopra le leggi dello Stato". 


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