Silicon Valley Vs Trump, CasaPound: "Pianto di globalisti che chiedono schiavi. L'errore di Donald"

30 gennaio 2017 ore 13:28, Andrea Barcariol
I colossi americani da Google a Facebook si schierano contro Donald #Trump per i provvedimenti su #immigrazione e #rifugiati. Su questo IntelligoNews ha intervistato Simone di Stefano, vicepresidente di #CasaPound.

Dietro queste proteste contro Trump ci sono più motivi economici o ideologici?

''Sicuramente ci sono sia interessi ideologici sia economici. Gente che ha prosperato sulla globalizzazione tira l'acqua al suo mulino e crea questo storytelling globale. Il sistema mediatico appoggiato dai social vuol far pensare che ci sia una sollevazione nel mondo, ma non è così. Rimane un solo dato di fatto: Trump è stato eletto dal popolo degli Stati Uniti. Si può andare in piazza e piangere quanto si vuole ma lui adesso è presidente e farà quello che ha detto in campagna elettorale''.

Silicon Valley Vs Trump, CasaPound: 'Pianto di globalisti che chiedono schiavi. L'errore di Donald'
In molti parlano dell'esigenza di manodopera straniera a basso costo. Cosa ne pensa? 


''Quello è chiaro, quando si parla di bloccare l'immigrazione vai a toccare gli interessi di coloro che hanno bisogno che venga qualcuno a prendere le paghe che noi occidentali non possiamo più accettare. Questo succede anche in Italia, tutte le mattine, in aziende gestite dallo Stato. Il pianto dei globalisti è questo: fateci venire gli schiavi altrimenti non sappiamo come fare"'. 

Come giudica il divieto di ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di 7 Paesi islamici? 

''In questo caso Trump ha sbagliato, doveva chiudere a tutti, doveva dire per due mesi non entra più nessuno, senza fare questa distinzione, poi iniziava ad aprire a chi diceva lui. Al limite posso venire solo i turisti, non chi cerca qualcosa che noi non possiamo dare. Si è fatto trascinare dentro questo gioco e accusare di discriminazione verso gli islamici, come se gli immigrati cristiani o buddisti andassero bene". 

In Gran Bretagna, storico alleato degli Stati Uniti, la petizione che chiede di annullare la visita di Donald Trump ha superato il milione di firme. La sorprende questa iniziativa?

"Mi fa pensare alla raccolta di firme post Brexit, sembrava avessero raccolto 4 milioni di firme in due giorni, sembrava che dovesse essere subito annullato il referendum. Ripeto, sono strumenti di propaganda collegati, i media raccontano ciò che vuole il padrone e danno questa impressione che ci sia un montare di proteste che in realtà non c'è".

Tornando all'Italia. Qual è il futuro di CasaPound con questa nuova legge elettorale che premia le alleanze?

"Il nostro futuro è superare la soglia del 3% e mandare un manipolo di ragazzi di CasaPound in Parlamento per terrorizzare quei maledetti che stanno lì da 70 anni".

Arrivare al 3% non sarà facile.

"Un movimento che prende il 7% a Bolzano, il 12% a Lamezia Terme, ed è in crescita come struttura, come numero di sedi e come tesseramento, deve puntare a superare il 3%".

Senza alleanze.

"Ci vuole coraggio a essere alleati di CasaPound, questo coraggio manca agli altri che preferiscono guardare al centro, a Berlusconi. Noi non possiamo stare in un contesto del genere".

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