Post G7, Massimo Fini: "Meglio l'Europa a trazione tedesca che Usa. L'asse è con Macron"

30 maggio 2017 ore 14:07, Andrea Barcariol
Intervistato da Intelligonews, Massimo Fini, giornalista e scrittore, spiega chiaramente il suo punto di vista su quanto accaduto dopo il G7 di Taormina con la dura presa di posizione della Merkel nei confronti di Donald Trump: "Impossibile ormai fidarsi degli Usa... noi europei dobbiamo davvero prendere il nostro destino nelle nostre mani". A Versailles invece Macron ha incontrato il presidente russo Putin richiamando la Russia al "rispetto dei diritti umani", in riferimento soprattutto alla repressione dei gay in Cecenia. Dura stoccata dall'Eliseo anche sulla Siria.

Post G7, Massimo Fini: 'Meglio l'Europa a trazione tedesca che Usa. L'asse è con Macron'
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Qualsiasi uso di armi chimiche in Siria sarà oggetto di rappresaglia e risposta immediata". Quello di Macron è un attacco a Putin nell'ottica di un ritorno alla Francia stile Libia?

«E' un gioco delle parti tra Merkel e Macron, la Merkel prende le distanze dagli Stati Uniti in modo così netto mentre Macron fa un po' il muso duro a Putin. L'intenzione dell'asse franco-tedesco è quella dell'equidistanza tra Stati Uniti e Russia».

La Merkel attacca Trump, Macron richiama Putin, in molti parlano del sorgere di un partito europeista che vuole sottrarre l'Ue al potere delle superpotenze. E' così?

«Certamente sì, anche se la strada è difficilissima l'obiettivo è quello di fare una correzione di rotta e ridare all'Europa il ruolo che deve avere, liberandola da questa sudditanza americana che dura da 72 anni. Un po' troppo tempo».

Dopo le dichiarazioni della Merkel sugli Stati Uniti si profila un'Europa ancor più a trazione tedesca?

«Meglio un'Europa a trazione tedesca piuttosto che a trazione americana».

Che scenari futuri immagina?

«Delineare scenari immediati è complesso, a lungo termine ci potrebbe essere la dissoluzione della Nato che è stato uno degli strumenti principali con cui gli Stati Uniti hanno tenuto in scacco l'Europa, dal punto di vista politico, culturale, militare ed economico. Naturalmente sarà un percorso complesso perché gli americani hanno solo in Germania 80 basi, mentre in Italia ce ne sono 60, senza contare migliaia di soldati presenti in questi Paesi. Io penso che l'intenzione della Merkel sia proprio quella, nei limiti del possibile, di sottrarsi a tutto questo, ma è molto difficile».

Quindi secondo lei il fatto che sia diventato presidente Trump è stato un assist per la Merkel?

«Assolutamente sì, la Merkel ha usato Trump perché Donald è mal considerato anche dai più filoamericani. Ha sfruttato anche la posizione degli Stati Uniti sul clima che è indifferente, nel senso che non si risolve questa situazione se non si riduce la produzione e tutto ciò non avverrà mai. Angela Merkel ha usato questi due elementi per tenere una posizione netta».

Trump su Putin ha cambiato nettamente posizione, forse anche dopo le polemiche e le accuse. Possibile ora trovare un accordo?

«Credo che Stati Uniti e Russia abbiano interesse ad avere dei buoni rapporti tra loro, proprio per questo l'Europa ha interesse ad avere una posizione equidistante dall'uno e dall'altro».


#G7 #Trump #Merkel

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