Piano segreto Merkel per l'Europa, Sapelli: "É nazionalismo, ma dei Paesi europei"

30 maggio 2017 ore 15:09, Andrea De Angelis
"Mi pare, e questo con Macron è stato evidentissimo, che i Paesi ritornano ad una concezione dell'Europa dove lo Stato nazionale è sempre più importante. Quello che mi colpisce è che anche gli attuali governi da un lato sono filo-europei e dall'altro riscoprono la necessità di fare da soli". Così l'economista Giulio Sapelli commenta su IntelligoNews le indiscrezioni tedesche su un piano segreto di Angela Merkel per l'Europa che prevederebbe un'economia sempre più germanocentrica. Su questo il professore è lapidario: "Il piano germanocentrico è già in atto (ride, ndr), è un po' la scoperta dell'acqua calda. I tedeschi fino ad ora hanno imposto la loro politica economica, l'ordoliberalismo". E aggiunge: "O in termini meno scientifici l'economia sociale di mercato, dove di sociale c'è ben poco". Non mancano poi riflessioni su Trump e la Russia... 

La stampa tedesca parla di un piano segreto di Angela Merkel per una nuova Europa: migranti, esercito comune e una politica economica che, aggiungiamo noi, sarebbe giocoforza germanocentrica. Il G7 di Taormina ha dato il là a questo piano, oppure si respirava già nell'aria?
"Il piano germanocentrico è già in atto (ride, ndr), è un po' la scoperta dell'acqua calda. I tedeschi fino ad ora hanno imposto la loro politica economica, l'ordoliberalismo. O in termini meno scientifici l'economia sociale di mercato, dove di sociale c'è ben poco. Tutto questo non mi sembra una novità, semmai il vero elemento nuovo è l'ostilità ottusa di Trump verso i tedeschi".

Piano segreto Merkel per l'Europa, Sapelli: 'É nazionalismo, ma dei Paesi europei'
Anche Obama criticò l'Europa. 
"Certo, ma con degli accenti diversi. L'establishment precedente, lo stesso dal punto di vista di finanziario e totalmente diverso da quello industriale, criticava l'Europa per la deflazione. Invece Trump ha detto chiaramente che esportano troppe automobili da loro, dunque i tedeschi ora pensano di fare da soli. Non so bene cosa vuol dire, anche perché Merkel ha detto che rimarrà sempre atlantica. Una parola molto più importante di qualsiasi notizia su questi 'piani B' a cui francamente io non credo. Si tratta di un lascito giornalistico che viene da questa evidente spaccatura verificatasi per la politica di Trump sul commercio e la Germania che gli Stati Uniti vedono come il Paese leader in Europa". 

Al di là della spaccatura tra Merkel e Trump, ieri Macron ha ricevuto Putin e ha avuto parole ferme per quanto riguarda i diritti civili. C'è la sensazione che l'Europa voglia andare sempre più da sola, con i governi pronti a dar vita a una sorta di grande partito europeista che in ogni Paese permetta poi alla Germania di diventare leader incontrastata? Gentiloni oggi ha ripetuto le parole dette dalla cancelliera: "L'Europa deve imparare a camminare da sola"...
"Lei molto intelligentemente, perché fino ad ora non lo avevo sentito dire da altri, pone l'accento su questo. Le contraddizioni dell'Europa, l'accentuarsi della solitudine degli Stati Uniti hanno come risposta non un'unità dei Paesi europei, ma un aumento del nazionalismo di tutti i Paesi europei. Anche dei governi in carica pro-europeisti. Mi pare, e questo con Macron è stato evidentissimo, che i Paesi ritornano ad una concezione dell'Europa dove lo Stato nazionale è sempre più importante. Quello che mi colpisce, e lei l'ha sottolineato giustamente, è che anche gli attuali governi da un lato sono filo-europei e dall'altro riscoprono la necessità di fare da soli. Anche rispetto all'Europa. Credo che nessuno di loro sappia bene cosa voglia dire, penso che prendono questo nuovo abbrivio sotto la spinta del malessere politico che sentono crescere attorno". 

Ci si interroga intanto sui rapporti da avere con la Russia.
"La Russia è già un partner economico. L'Italia da Renzi a Gentiloni, ma anche con Berlusconi ha sempre avuto una posizione fermissima, anche di intransingente polemica soprattutto con Obama e Clinton che erano completamente inconsapevoli di quello che avevano messo in moto e volevano addirittura aumentare le sanzioni. La Francia di Macron, che dire... una frase sui diritti umani non si nega a nessuno".

Quindi anche senza G8 i rapporti economici con la Russia restano importanti. 
"Certamente, sono fortissimi. Anzi direi che da un certo punto di vista sono sempre più importanti. Se si vuole in qualche modo contrastare la corsa dell'economia cinese, l'unica che lo può fare creando un po' di problemi è la Russia". 

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