Piano segreto Merkel per l'Europa, Purgatori: "UE salva grazie a Trump e Brexit"

30 maggio 2017 ore 16:30, Andrea De Angelis
"Secondo me il fallimento del G7 è salutare per l'Europa, nel senso che ci voleva un presidente un po' surreale e improvvisato come Trump per costringere questo continente così diviso a capire che se vuole contare sul tavolo dei giochi planetari, deve unirsi ed avere non solo una politica comune, ma una difesa comune". Così Andrea Purgatori nell'intervista ad IntelligoNews commenta il piano segreto di Angela Merkel, pubblicato dalla stampa tedesca e ripreso dalle agenzie di stampa italiane, che presenta una nuova Europa con un profilo ancor più germanocentrico. Per Purgatori l'attenzione della Germania alla Libia lascia intendere che sui migranti "si stia andando su un atteggiamento molto pragmatico". "Questo è salutare - aggiunge, - come lo è il fatto che gli Stati Uniti si smarchino e che l'Inghilterra se ne vada per conto proprio".

La stampa tedesca parla di un piano segreto di Angela Merkel che prevederebbe una politica economica ancor più germanocentrica, un esercito unico e la stabilità della Libia per risolvere la questione migranti. Questa nuova Europa è frutto del fallimento del G7 di Taormina, oppure è un qualcosa che da mesi era nel cassetto ed ora si prova a tirar fuori?
"Secondo me il fallimento del G7 è salutare per l'Europa, nel senso che ci voleva un presidente un po' surreale e improvvisato come Trump per costringere questo continente così diviso a capire che se vuole contare sul tavolo dei giochi planetari, deve unirsi ed avere non solo una politica comune, ma una difesa comune. Perché tutto questo fa sì che poi conti anche sul piano economico". 

L'Europa sarebbe trainata dalla Germania o dall'asse franco-tedesco?
"L'Europa è stata trainata dalla Germania nel bene e nel male negli ultimi anni, quindi non è una novità. Che la Germania abbia cercato sempre di avere una condizione di particolare amicizia con la Francia è un'altra cosa nota. La Brexit secondo me è un'altra occasione salutare per mandare a casa chi è sempre rimasto con un piede dentro e un piede fuori. Di conseguenza abbiamo un continente con uno Stato molto forte, con un indice di crescita superiore alle altre nazioni, che però si rende conto più di prima che non può andare avanti da solo e perciò deve considerare i suoi alleati naturali più importanti, tra cui l'Italia". 

Piano segreto Merkel per l'Europa, Purgatori: 'UE salva grazie a Trump e Brexit'
C'è la sensazione che si voglia costruire una sorta di partito europeista trasversale nei vari Paesi? Giulio Sapelli in una nostra intervista ha sottolineato che c'è un ritorno ai nazionalismi anche da parte di quei governi che si definiscono europeisti, si veda la Francia di Macron. Registra anche lei questo fenomeno?
"Sapelli ha delle idee che io poco condivido, penso che bisogna essere molto più pragmatici. In questo momento, senza tirare in ballo schemini o modelli che appartengono al passato, bisogna capire che in certe situazioni si deve trarre il massimo del vantaggio. Cosa doveva fare Gentiloni, mettersi a fare il vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro? Quello che ha fatto è semplicemente cercare una coesione all'interno dell'Europa". 

Macron cosa dice al continente?
"Dimostra che facendo una campagna irregolare rispetto a quelle che sono state fatte nel passato rispetto ad altri Paesi, ma mantenendo l'Europa al centro di una visione politica, si può anche vincere. Si possono battere i sovranisti ed i nazionalisti. Credo che l'Italia debba fare questo. Poi se vogliamo parlare di esercito unico e politica estera, facciamolo. La Difesa europea non è una scoperta di oggi. Il paradosso è che mentre non è mai esistita negli ultimi anni una politica estera europea, è esistita invece una Difesa che è progredita sia sul piano tecnologico degli accordi tra gli Stati per la produzione di tutto ciò che serve ad una forza armata europea, che sul piano della presenza nei vari teatri internazionali. In questo l'Italia ha fatto la sua parte molto bene". 

Lei segue molto da vicino quello che accade in Siria. Macron ha detto che qualsiasi uso di armi chimiche in Siria sarà oggetto di una risposta immediata. C'è il rischio di una nuova Libia o un nuovo Mali, un'offensiva tutta francese anche in terra siriana oppure no?
"No, credo che Macron abbia semplicemente mandato un avvertimento ad Assad ed alle milizie ribelli e all'Isis. Un avvertimento che ricalca quello un po' improvvisato di Trump. Mi permetta di dire, venendo invece alla Libia, che Merkel si è resa conto di una cosa. Per quanto l'Italia porti sulle spalle il problema dell'immigrazione, questo è un fenomeno non arginabile, che continuerà e progredirà. Quindi si è resa conto che l'Europa deve metterci le mani e anche i piedi. Altrimenti noi italiani subiremo il primo impatto dell'ondata dell'immigrazione, ma il secondo sarà sul resto d'Europa, compresa la Germania. Mi sembra che si stia andando su un atteggiamento molto pragmatico. Questo è salutare, come lo è il fatto che gli Stati Uniti si smarchino e che l'Inghilterra se ne vada per conto proprio". 

E l'Italia?
"Deve fare una politica un po' più egoistica e interessata, ma forse più efficace".

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