A tutto Veneziani: "Collante dell'Europa è la paura del populismo. Le Pen non un Grillo qualsiasi"

30 marzo 2017 ore 13:39, intelligo
di Stefano Ursi

Sono trascorsi pochi giorni dalle celebrazioni per i 60 anni dai Trattati di Roma e ha preso il via il percorso della Brexit, che porterà l'Inghilterra fuori dall'Unione Europea. Intanto incombono le elezioni presidenziali francesi, uno dei veri banchi di prova della salute reale dell'Unione. E sullo sfondo il possibile secondo referendum scozzese per l'indipendenza dal Regno Unito. Su questi e altri temi IntelligoNews ha sentito il giornalista e scrittore Marcello Veneziani.

Brexit: opportunità o catastrofe per l'Inghilterra? Qualcuno aveva annunciato l'inizio della fine per l'isola, mentre altri invece la sua rinascita.

''Innanzitutto credo che sia da escludere la catastrofe, perché era stata annunciata come imminente, al verificarsi del risultato, e non c'è stata. Anzi mi pare che ci sia stata un'euforia di alcuni settori. Col passare del tempo è difficile dire come andrà, perché le variabili sono tante e non tutte collegate alla fuoriuscita. Va inoltre considerato che la storia economica e civile della Gran Bretagna non è quella di un Paese del tutto europeo, visto che ha sempre tenuto il piede in due staffe, con una sua autonomia e conservando ad esempio la doppia moneta. È un'isola che ha sempre avuto come interlocutori da una parte l'Europa e dall'altra l'Atlantico e gli Stati Uniti; dunque predire sventure o immaginare, nell'altro senso, svolte eccezionali mi pare improprio. Credo sia un decorso naturale per la Gran Bretagna e sarei molto più diffidente davanti ad un Paese continentale alle prese con l'uscita, ma gli inglesi forse hanno più di una buona ragione per farla''.

A tutto Veneziani: 'Collante dell'Europa è la paura del populismo. Le Pen non un Grillo qualsiasi'
Marcello Veneziani
Si avvicinano le elezioni presidenziali in Francia: come giudica la pubblica intenzione di voto di Valls al primo turno per Macron? I sondaggi raccontano una verità diversa dalla realtà? Le Pen può farcela?

''La partita è ancora aperta, anche se, dovendo azzardare una previsione, penso che nella prima parte sarà favorita Le Pen mentre nella seconda per lei la vedo molto difficile. Ritengo che si andrà al ballottaggio e che in questo prenderà corpo la cosiddetta ''conventio ad excludendum'', ovvero si metteranno tutti insieme pur di impedire alla Le Pen di vincere. Questo mi pare lo scenario più probabile, nonostante l'esito rimanga incerto e il Paese stia rispondendo in modo eccezionale alla Le Pen, che, devo dire, non si sta presentando come una Grillo qualsiasi, ma ha dato luogo ad una proposta politica e ad un gruppo intorno a sé di persone serie, che non mi paiono dilettanti e improvvisatori, sfasciacarrozze. Ma ripeto, nel pronostico finale la vedo molto dura per lei''.

Si ha come l'impressione, guardando alle elezioni nei Paesi europei di questi anni, di essere di fronte a 'sante alleanze' contro il nemico, definito populista, più che a sfide elettorali.

''L'unico collante dell'Europa, paradossalmente, è la paura del populismo, come establishment e potere mediatico. Abbiamo visto che ad eccezione dei Paesi dell'Est, le forze populiste arrivano ad un soffio dalla guida del Paese ma poi, come in Austria in altri contesti, alla fine prevale questa paura. E proprio coloro i quali denunciano che il populismo soffia sulla paura del futuro, degli immigrati e della globalizzazione, sono gli stessi che soffiano sulla paura del populismo. Ed è questo alla fine che muove molta gente ad andare a votare per impedire che la Le Pen vada all'Eliseo''.

Il vento 'lepenista', che così tanto successo sta avendo in Francia, potrà mai arrivare in Italia? O mancano personaggi capaci di raccogliere il messaggio?

''In Italia il problema è duplice: da una parte mancano le figure, e dall'altra c'è questo grande collettore anarchico-radicale rappresentato dal Movimento 5 Stelle. E non va dimenticato che noi abbiamo un po' anticipato tutti gli altri, con il fenomeno del berlusconismo: con la santa alleanza popolare e populista di Berlusconi avevamo già in qualche modo tracciato la strada, e quindi il problema è che questa evoluzione la abbiamo già alle spalle. Berlusconi ormai non ha più l'età né la lucidità politica per poter fare il leader di questa coalizione, e di conseguenza ecco che la difficoltà italiana c'è tutta. Fenomeno Grillo, esperienza passata e non emersione di leader che possano essere di governo. Perché va detto un conto è bucare il video, fare il leader d'opposizione e altro è saper governare un Paese. Per tutti questi fattori credo che l'Italia sconterà, o stia già scontando, un ritardo rispetto alla Francia''.

Referendum scozzese per lasciare il Regno Unito: buona la seconda?

''Può darsi che si tenga un referendum e che vada in quella direzione. Ma in questo caso non mi sento di spendermi in pronostici, vedremo cosa accadrà''.

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autore / intelligo
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