Scontri Tiburtino III, Meluzzi: "A rischio la tenuta umana e civile: cosa rispondo a Mentana"

31 agosto 2017 ore 12:13, Andrea Barcariol
E' finita sulla prima pagina dei principali giornali italiani la protesta di un gruppo di residenti del Tiburtino III che la scorsa notte ha assediato il centro di accoglienza per migranti della Croce Rossa di via del Frantoio. Sul posto sono subito intervenute le Forze dell'Ordine. Da una prima ricostruzione tutto sembra essere nato da una lite in strada tra un eritreo di 40 anni e alcuni ragazzini del quartiere. IntelligoNews ha chiesto allo psichiatra Alessandro Meluzzi, fondatore del Partito Anti Islamizzazione, un commento sulla vicenda.

Scontri Tiburtino III, Meluzzi: 'A rischio la tenuta umana e civile: cosa rispondo a Mentana'
Dopo gli scontri di ieri, alcuni sostengono che i centri di accoglienza dovrebbero essere collocati in quartieri con meno criticità. Lei cosa ne pensa?


«Metterli al Tiburtino III, Tor Bella Monaca o in via Frattina credo non cambi molto. Il problema è che noi stiamo creando delle enclavi incontrollate e incontrollabili, quanto accaduto ieri è solo un aperitivo di quello che riguarderà a breve tutta l'Italia sottoposta a una pressione etnica, culturale e di caos assolutamente intollerabile. Stiamo vedendo cosa accadrà in futuro, dall'anziana di 80 anni violentata nel parco a Milano all'autista di bus pestato a Parma, passando per l'episodio di Rimini».

Quindi prevede che episodi come quello di ieri possano essere sempre pià frequenti?


«Non so quello che accadrà, penso ci sia una classe politica irresponsabile che sta preparando l'Italia a una catastrofe apocalittica. Questa è la mia prognosi».

Il ministro dell'Interno Minniti ha detto: «Ho temuto per la tenuta democratica di fronte a barricate per l’arrivo di migliaia di stranieri, e a sindaci che mi dicevano no...». Come giudica queste parole?

«Non parlerei neanche di tenuta democratica, parlerei di tenuta umana e civile. Non oso pensare cosa accadrà quando saranno superate certe soglie di scontro e di conflitto etnico, culturale e religioso totalmente intollerabile per qualsiasi comunità civile, a qualunque latitudine. Quello a cui stiamo assistendo in Italia accadrebbe anche in Giappone o in Cornovaglia, se si mettesse in atto una trasfusione etnico demografica non gestibile, senza avere gli strumenti e in un clima di irresponsabilità e leggerezza terrificante. Saranno le future generazioni a chiederne conto. Nel giro di breve tempo assisteremo a cose inenarrabili».

Dopo il suo tweet sullo stupro di Rimini, con l'errore nelle foto dei responsabili, c'è stato un botta e risposta con Enrico Mentana. Capitolo chiuso?

«Se Mentana vuole discuterne con me possiamo trovarci in un tavolo di fronte alle telecamere per parlarne con grande serenità. Purtroppo l'elite che gestisce i mezzi di comunicazione e che pensava di poter gestire questo problema con il buonismo ha dimenticato una frase di Lenin: "I fatti hanno la testa dura"».

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