Scontri Tiburtino III, Tonelli (SAP): "Presto non si distingueranno più i buoni dai cattivi"

31 agosto 2017 ore 13:03, Andrea Barcariol
E' polemica dopo gli scontri di ieri notte a Roma tra un gruppo di residenti del Tiburtino III e i migranti ospitati dal centro di accoglienza della Croce Rossa. Da una prima ricostruzione tutto sembra essere nato da una lite in strada tra un eritreo di 40 anni e alcuni ragazzini del quartiere. IntelligoNews ha chiesto di commentare la vicenda al segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) Gianni Tonelli.

Scontri Tiburtino III, Tonelli (SAP): 'Presto non si distingueranno più i buoni dai cattivi'
Alcuni sostengono che i centri di accoglienza dei migranti dovrebbero essere collocati in quartieri con minori criticità. E' d'accordo?


«Sono state fatte scelte infauste. Dopo le polemiche per quanto accaduto in piazza Indipendenza, dove le cose sono state condotte in modo positivo, feci notare che la situazione è ormai esplosiva. Fino a quando saremo noi ad amministrarla, riusciremo a gestirla, il problema nascerà quando sarà la gente, spontaneamente, a prendere l'iniziativa. Allora diventerà un grosso problema, si perderà la misura delle cose e non si distingueranno più i buoni dai cattivi. In questo contesto non sono state fatte scelte occulate, queste persone andavano collocate in aree dove avrebbero potuto creare meno problemi, invece vanno ad aggravare una situazione di disagio e innescano queste reazione. Si tratta di un sintomo da cogliere immediatamente».

«Ho temuto per la tenuta democratica di fronte a barricate per l’arrivo di migliaia di stranieri, e a sindaci che mi dicevano no...». Come giudica le parole del ministro dell'Interno Minniti?

«La tenuta democratica del Paese mi sembra un parolone, la democrazia è radicata nel nostro Paese. Non giustifico le reazioni ma condividono pienamente le motivazioni dei sindaci che hanno rifiutato di dover far patire alla propria comunità le scelte del governo. Non sono andati i sindaci in Europa a fare un accordo a causa del quale le persone vengono sbarcate solo in Italia, non sono stati i sindaci a fare gli accordi con le Ong. Non ci vedo nulla di antidemocratico che i sindaci si oppongano a questa realtà».

Il capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli, in un'intervista rilasciato oggi a Il Corriere della Sera ha detto: "Dobbiamo integrare gli immigrati e prevenire le occupazioni". Cosa ne pensa?

«Sul discorso dell'integrazione bisognerebbe fare una distinzione: se vi sono persone che emigrano regolarmente, secondo le normative internazionali, bisogna adoperarsi per farli integrare. Mi sembra un discorso semplice, il problema è che la maggior parte delle persone che arrivano in Italia non hanno titolo per rimanere qui e danneggiano i veri profughi, quelli che dovremmo salvare e che invece finiscono in coda. Gli spazi sono limitati e la capacità di accoglienza del nostro Paese ormai si è esaurita sotto tutti i profili, dalla pazienza collettiva all'aspetto economico. Dovremmo individuare delle procedure più severe per smascherare coloro che fanno domanda senza averne il titolo e rimandarli nel loro Paese».


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