Parla Giorgia Meloni dopo 'Italia sovrana in piazza': "Costruiamo una stagione nuova"

31 gennaio 2017 ore 14:57, Fabio Torriero
Affannata, ma sempre pimpante Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia-An, si è lasciata intercettare da IntelligoNews. Quale occasione migliore per ragionare e approfondire temi come i futuri scenari nazionali, la ricostruzione del centro-destra, i suoi valori fondanti, soprattutto dopo la manifestazione di piazza di sabato scorso. Una conversazione “in nome del popolo sovrano”.
Parla Giorgia Meloni dopo 'Italia sovrana in piazza': 'Costruiamo una stagione nuova'
Giorgia Meloni, dalla manifestazione sovranista di sabato, che 'Opa' lancia Fratelli d’Italia nello scenario politico italiano, specialmente alla luce degli ultimi eventi, post-Renzi e considerando la frammentazione del centro-destra, ripartito tra Berlusconi, Parisi e appunto Salvini e voi?

''No, nessuna Opa da lanciare. Penso che le idee che abbiamo raccontato sabato e su cui abbiamo aggregato davvero tantissima gente, possano essere maggioritarie nel Paese, e che attorno ad esse si possa ricostruire una proposta politica per chiedere agli italiani di darci il 40%. Restituendo, con la maggioranza in Parlamento, a questa Nazione un governo che dica gli italiani prima di tutto e che faccia realmente gli interessi nazionali''.

Lei non ama che si parli di 'modello Trump', nelle sue interviste privilegia il modello italiano, specifico e originale rispetto agli altri. Ma c'è indubbiamente un vento trumpista che si respira in tutta Europa, che porta all’affermazione di nuove categorie che in qualche misura stanno oltrepassando le dicotomie classiche, destra-sinistra, liberali-socialisti, liberisti-statalisti etc, e cioè, alto-basso, popoli contro caste e valori antropologici. Come pensa possa essere rideclinato il centrodestra sulla base di queste nuove categorie?

''Penso che in effetti si debba andare oltre le categorie della politica che abbiamo conosciuto in questi anni, e che rischiano di essere inadeguate a rappresentare questo tempo. La grande ferita aperta, come diceva Lei, è quella fra interessi dei pochi e diritti dei molti, popoli contro oligarchie, sovranità contro caste. Su questa sfida, infatti, molte persone potrebbero trovarsi su un fronte assai diverso da quello magari di provenienza: penso a molti elettori storici della sinistra, che l’hanno votata per decenni, in quanto forza vicina al popolo; per poi ritrovarsi dentro la sinistra delle banche, delle multinazionali, dei poteri forti. Noi, invece, facciamo battaglie per difendere la sovranità e la libertà del popolo, i diritti dei lavoratori, il nostro prodotto e le nostre aziende: sulla base di questo, credo che se non ci si chiude nelle proprie parole d'ordine, si può costruire una stagione nuova''.

Quanto sono importanti, alla luce di una ricostruzione dello schieramento del centrodestra, i valori antropologici?

''Tantissimo. Quando parliamo di difesa dell'Italia, intendiamo anche la difesa della sua civiltà, dei suoi valori e delle sue tradizioni. Tutti elementi che nel politicamente corretto di oggi, sembrano molto vecchie e superate, ma sono ancora giovanissime''.

Alla luce del Porcellum 'castrato' da una parte e dell'Italicum 'sforbiciato' dall'altra, verosimilmente si genererà un effetto 'tana libera tutti', che potrebbe portare a formare coalizioni postume alla Camera e coalizioni precedenti al Senato. Tale effetto potrebbe influire sulla formazione futura del centro-destra?

''Dipende dagli obiettivi. Quando si va ad elezioni, si può privilegiare l'interesse di partito, che a Fratelli d'Italia peraltro converrebbe, visto che nella peggiore delle ipotesi, rilevata dai sondaggisti vedrebbe quadruplicata la sua forza parlamentare. Ma se, come è nelle nostre idee e volontà, si vuol far crescere il proprio partito e contestualmente provare a governare la nazione, la logica diventa necessariamente diversa: e allora forse occorrerebbe fare un passo indietro per farne uno più grande in avanti: verso una proposta politica che, con paletti di metodo e contenuto, possa farci vincere e governare in nome del popolo sovrano''.

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