Legge elettorale, Rampelli (FdI): "Un abominio se i nostri voti finiscono a Renzi"

31 maggio 2017 ore 14:10, Andrea Barcariol
Dopo mesi di polemiche e bluff, è in arrivo la nuova legge elettorale sul modello tedesco. L’accordo non è mai stato così vicino, con Pd, Movimento 5 Stelle e Forza Italia che concordano sulla soglia di sbarramento al 5% in nome della governabilità. Una percentuale che taglierebbe fuori i partiti minori mettendo a rischio la rappresentatività. Intelligonews ha chiesto a Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale alla Camera dei deputati, il suo punto di vista sulla questione.

Legge elettorale, Rampelli (FdI): 'Un abominio se i nostri voti finiscono a Renzi'
Quanto vi preoccupa la soglia di sbarramento al 5% prevista dalla nuova legge elettorale?


“La soglia di sbarramento non è per noi una priorità, siamo sicuri di superarla. Tuttavia chiediamo che ci sia un’unica soglia nelle diverse elezioni: europee, comunali, nazionali, secondo criteri di equità e non soglie di sbarramento ad personam”.

Come data del voto di parla del 24 settembre. Non c’è il rischio di una campagna elettorale “sotto l’ombrellone”, a scapito della qualità dell’informazione?

“Noi siamo esterrefatti di quello che sta accadendo. Avevamo chiesto elezioni immediate subito dopo il referendum del 4 dicembre, per una crisi politica talmente manifesta che alla fine ha portato a un nuovo Presidente del Consiglio. Quello era il momento giusto per fare una correzione della legge elettorale che avrebbe portato via 48 ore, seguendo le indicazioni della Corte Costituzionale. Ora dobbiamo rivendicare il diritto dei cittadini di partecipare a una campagna elettorale, vogliamo andare al voto il più presto possibile, ma senza pagliacciate. Fare una campagna elettorale con i pedalò penso sia paradossale. Renzi a dicembre ha imposto di non andare al voto, tutto ciò fa trasparire la sua arroganza”.


Come si spiega questa improvvisa accelerazione?

“Chi ha governato in questi anni non si vuole prendere la responsabilità di fare una legge di stabilità sulla base dei richiami e delle indicazioni dell’Europa. Sarà una legge particolarmente pesante, se non ci si metteranno le mani, che prevederà l’aumento dell’Iva, delle accise…”.

Lei dice che siete convinti di raggiungere il 5%, quindi scarta l’ipotesi di eventuali aggregazioni, magari con la Lega?

“Noi faremo le nostre riflessioni ma con tutta probabilità andremo avanti per la nostra strada con un movimento che ha raccolto un’eredità storica che è quella della destra italiana. La soglia di sbarramento prevede in questo momento l’attribuzione dei voti presi dalle liste che non raggiungono il 5% ai partiti più grandi. Un nesso di casualità prevede che i voti esclusi dall’attribuzione dei seggi finiscano al Pd. Sembra incredibile ma è proprio così. Penso che quantomeno bisognerebbe consentire ai partiti che hanno preso milioni di voti, senza superare lo sbarramento, di decidere loro a chi far scattare i seggi. Che i voti di Fratelli d’Italia possano andare a Renzi mi sembra un abominio. Occorre trovare un meccanismo che impedisca questo furto”.

In un ipotetico scenario futuro post elezioni, con Grillo da una parte e l’accoppiata Renzi-Berlusconi dall’altra, chi vi farebbe più paura?

“Ci fa paura l’arroganza con la quale i protagonisti stanno governando e agendo, anche nella formazione della legge elettorale. Questa è una legge tedesca ma probabilmente ispirata più alla Ddr che alla Germania occidentale. Noi abbiamo chiesto, come minimo, l’introduzione delle preferenze perché in questo momento il cittadino non può scegliere né il presidente del Consiglio, né la coalizione che governerà, né il singolo parlamentare perché ci sono liste bloccate, imposte dai partiti. Inoltre, abbiamo chiesto l’introduzione di una quota di maggioritario anche soltanto simbolica per conservare quella che è l’unica oggettiva conquista della seconda Repubblica. Noi vorremmo difendere questo principio”.



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