Dazi Trump, Librandi (CI): "Ora Salvini li metterà pure in Padania? Io non mangio più hamburger"

31 marzo 2017 ore 14:06, Americo Mascarucci
Dalla Vespa all’acqua minerale passando per parmigiano, prosciutto, vini, conserve, è lunga la lista dei prodotti europei, anche made in Italy, che potrebbero risentire negativamente dalla politica dei dazi doganali annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il presidente Usa è intenzionato ad introdurre dazi punitivi fino al 100% del valore dichiarato di quei prodotti. Il che comporterebbe un raddoppio del prezzo all’istante per i consumatori americani. Ma sarà davvero così punitiva la politica di Trump per l’Italia? E come dovrebbe rispondere l’Europa?
Intelligonews lo ha chiesto al deputato Gianfranco Librandi del gruppo Civici e Innovatori, componente della Commissione Bilancio della Camera ed imprenditore

Come valuta la decisione del presidente Trump?

"Molto negativamente. Siamo in presenza di un soggetto che neanche valuta le conseguenze delle sue azioni perché, mettendo le tasse doganali, non capisce di scatenare odio nazionale ed internazionale. Ciò infatti potrebbe spingere gli altri Paesi a loro volta ad attivare le stesse misure. Tutto finirà in una guerra di dazi assurdi che isolerà i popoli e penalizzerà le economie. E' grave che questo signore abbia vinto le elezioni e che in Italia vi siano personaggi come Salvini pronti a seguirlo. A questo punto che farà Salvini? Metterà i dazi in Padania? Cosa dirà agli imprenditori del Nord, lui che ha sostenuto Trump e si vanta di essere un suo discepolo?".
Dazi Trump, Librandi (CI): 'Ora Salvini li metterà pure in Padania? Io non mangio più hamburger'

Quindi l'Europa a questo punto potrebbe rispondere con una politica dei contro-dazi, ossia bloccando i prodotti made in Usa?

"Noi europei siamo più riflessivi ed equilibrati rispetto a questo "disequilibrato". Aspettiamo che gli passino queste assurdità economiche. Del resto lui annuncia delle cose, il giorno dopo le nega o è costretto a negarle dai giudici e dai cittadini, quindi in questo caso è meglio aspettare. Forse come prima reazione i cittadini italiani potrebbero iniziare una sciopero bianco non mangiando più hamburger importati dall'America. Rispondere ai dazi con altri dazi non mi sembra una mossa intelligente".

Ma intanto rischi immediati per l'Italia ne vede? 

"Questa storia della Vespa è da approfondire, voglio farlo parlando con i produttori di motocicli. Non vedo al momento grandi rischi. Evitiamo di passare dalla parte del torto dando eccessivo credito alle scelte di una persona come Trump che ama spararle grosse e poi potrebbe pure rimangiarsi tutto. Non allarmiamoci troppo prima del tempo".

Di fronte alla scelta di Trump tutti hanno ribadito il concetto secondo cui non vi può essere crescita senza libero mercato. A questo punto però, come giustificare il fatto che l'Europa continui a mantenere le sanzioni contro la Russia? 

"Sono d'accordo nel togliere le sanzioni alla Russia anche perché a pagarne il prezzo sono state principalmente l'Europa e l'Italia. Le sanzioni a Mosca hanno boicottato tantissimo il mercato agro-alimentare italiano che nonostante ciò  lo scorso anno è cresciuto. Gli italiani infatti, avendo problemi con la Russia, hanno incrementato le vendite con gli Stati Uniti, con la Cina, l'Australia. Ciò significa che alle volte avere problemi con uno stato può pure rivelarsi stimolante. Detto ciò ritengo giusto togliere le sanzioni a Mosca anche se Putin, che come tutti sanno è l'idolo di Salvini come lo è Trump, vuole intromettersi troppo negli affari degli altri paesi e controllare le elezioni in Germania e Francia. Dovrebbe occuparsi di più dei propri cittadini, del welfare dei russi, del reddito e della crescita del suo popolo. Attendiamo  Putin nella Comunità Europea, ma un Putin moderato, che non deve invadere gli affari interni degli altri Paesi e soprattutto deve imparare a rispettare le democrazie. Io lavoro tantissimo con la Russia e quando ci sono stati probemi di recessione, invece che frenare ho aumentato il credito verso i russi perché sono un grande popolo e li sento fratelli. Dovremmo avere tutti più sale in zucca".


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