Dazi Trump, Borghi (LN): "Parla a Europa perché Germania intenda: cosa deve fare l'Italia"

31 marzo 2017 ore 15:22, Americo Mascarucci
C'è grande allarme in Europa per la decisione di Trump di imporre dazi dognanali sui prodotti europei compresi quelli italiani. Nella lista nera dei prodotti che potrebbero risultare penalizzati ci sarebbero fra gli altri la mitica Vespa, ma anche l'acqua minerale, il pomodoro, il prosciutto, i formaggi, il vino, il parmigiano. Gli Usa insomma chiudono il mercato? E' davvero finita l'epoca della globalizzazione? Si tornerà al protezionismo? Ma quanto è sbagliata davvero la scelta di Trump e quanto penalizzante potrebbe rivelarsi per il made in Italy?
Secondo l'economista Claudio Borghi esponente della Lega Nord intervistato da Intelligonews, per l'Italia la politica di Trump potrebbe addirittura rivelarsi positiva con l'apertura di nuovi scenari.

Di fronte ad un'America che chiude il mercato agli europei che dovrebbe fare l'Europa? Imporre dei contro dazi ai prodotti Usa?

"L'Europa dovrebbe avviare un confronto con Trump e raggiungere un accordo sui prodotti europei. Se gli Usa mettono i dazi su merci che nominalmente sono europee ma in realtà fatte chissà dove, allora tutto sommato ha ragione Trump. Credo che la cosa migliore sia un accordo reciproco sui prodotti americani fatti in America e i prodotti europei fatti in Europa per non subire penalizzazioni reciproche. D'altra parte i Paesi hanno il dovere di proteggere il proprio lavoro".

Quindi niente dazi reciproci?

"Noi non dovremmo imporre dazi in Italia, ma ritengo giusta l'idea trumpiana delle penalizzazioni alle aziende che delocalizzano la produzione, questo per dare priorità al lavoro in Italia. Dobbiamo innanzitutto partire dal presupposto che il principale dazio sulle merci in Italia oggi è dato dalla moneta. Tutti i nostri prodotti infatti hanno un ricarico nei confronti dei prodotti concorrenti tedeschi esattamente pari alla differenza del prezzo che avrebbe la Lira rispetto al Marco. Questo è il dazio enorme che pesa sui nostri prodotti. Se non esistesse ci consentirebbe di sopportare il peso di dazi messi da chiunque. Il secondo problema che domina sull'economia italiana è la domanda interna. Se noi per primi con le politiche di austerità non consumiamo i prodotti fatti in casa, dobbiamo soltanto criticare noi stessi. Con una nostra moneta potremmo non solo avere merci più competitive all'estero, ma queste merci verrebbero pareggiate dai consumi. Se mettessimo in circolo tanto denaro, i primi acquirenti dei prodotti italiani saremmo noi, e non avremmo bisogno degli Stati Uniti. Questo significherebbe difendere il lavoro interno ed è ciò che sta facendo Trump".
Dazi Trump, Borghi (LN): 'Parla a Europa perché Germania intenda: cosa deve fare l'Italia'

Non c'è crescita senza libero mercato hanno risposto dall'Europa. Però intanto la Ue continua ad imporre sanzioni alla Russia. Questo non è un controsenso?

"E' un controsenso, perché il commercio con la Russia è perfetto: noi compriamo petrolio dai russi e loro in cambio comprano i nostri prodotti senza farci concorrenza. La Russia è l'ultimo dei paesi verso cui l'Italia dovrebbe pensare di mettere dazi, eppure grazie alle scemenze dell'Unione Europea siamo costretti a compiere scelte che vanno contro i nostri interessi. Credo che il vero obiettivo di Trump sia quello di mettere un freno all'import non dall'Italia, ma dalla Germania. Parla di Europa perché Germania intenda. Se noi abbandonassimo il carrozzone della Germania, che effettivamente fa concorrenza sleale, potremmo fare un accordo bilaterale di reciproca convenienza con gli Usa, senza nessun peso da parte della Ue".  
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