Dazi Trump, Rizzo (PC): ''E' capitalismo globale. Socialismo o ''guerra''''

31 marzo 2017 ore 14:45, intelligo
di Stefano Ursi

Nazionalismi contro globalismi, protezionismo contro ultraliberismo. Questo lo scontro che si è scatenato dopo l'idea, che potrebbe trasformarsi in minaccia, di Donald Trump di porre dei dazi sui prodotti in ingresso da alcuni Paesi, fra cui anche l'Italia. Ma è davvero questo l'oggetto del contendere? È uno scontro fra nazioni, fra economie o fra gruppi di potere? IntelligoNews lo ha chiesto a Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, che su questo non usa mezzi termini: ''E' il sintomo della crisi sistemica del capitalismo globalizzato. Le due crisi precedenti del capitalismo il secolo scorso le ha risolte con due guerre mondiali, che, però, erano combattute con armi convenzionali: ci sono sette Paesi al mondo che hanno la bomba atomica. Oggi come finirebbe?''

Dazi Trump, Rizzo (PC): ''E' capitalismo globale. Socialismo o ''guerra''''
Marco Rizzo
Come giudica questa idea di Trump?

''E' un po' quel che aveva detto in campagna elettorale, è il sintomo della crisi sistemica del capitalismo globalizzato. Consideriamo che le due crisi precedenti del capitalismo il secolo scorso le ha risolte con due guerre mondiali, che, però, erano combattute con armi convenzionali: ci sono sette Paesi al mondo che hanno la bomba atomica. Oggi come finirebbe? In realtà una terza guerra mondiale a bassa intensità è in corso da tempo, dall'Afghanistan all'Iraq, dalla Siria alla Libia passando per l'Ucraina e mille altri posti nel mondo come l'Africa profonda in cui ne succedono di tutti i colori e nessuno sa niente. Siamo sull'orlo del precipizio''.

Gli ultraliberisti sostenengono l'argomentazione secondo la quale senza libero scambio non c'è crescita: ci dobbiamo rassegnare alla dicotomia fra chi tutela l'interesse della sua comunità e chi invece quello globale?

''In genere i governi sono i comitati d'affari della borghesia e oggi, come dire, sono una succursale condominiale, non contano più nulla. Infatti Trump è l'immagine plastica del grande capitale che prende il controllo della politica, di cui non se ne fa più nulla. E in questi termini viene utilizzata anche l'antipolitica''.

Oggi sui giornali si elencano i possibili prodotti italiani che potrebbero essere interessati dai dazi, dal prosciutto alla cioccolata passando per la Vespa: il Made in Italy sarà penalizzato?

''Certamente degli scossoni ci saranno ma questo è solo l'inizio della crisi sistemica. E' la caduta tendenziale del saggio di profitto, e uso termini marxisti perché sono gli unici che ci consentono di leggere la realtà: per stare nel mercato occorre comprimere sempre di più i costi e allo stesso tempo si comprimono anche i profitti. Stiamo andando verso un mondo dove 1 ha il 99 e il 99 ha 1. Mai come oggi, lo ripeto ancora una volta, il socialismo come modello diverso di sistema è attuale. Altrimenti andiamo verso la guerra: non a caso Marx diceva 'socialismo o barbarie'''.

L'Unione Europea che farà secondo Lei? Proporrà dei ''contro-dazi'' snaturandosi e scendendo così sul territorio di Trump oppure rimarrà sulle proprie posizioni?

''So che è difficile farlo, ma dobbiamo ragionare non più in termini come Unione Europea e Stati Uniti, ma su cosa i monopoli europei capitalistici decideranno di fare. Non esiste un'Unione Europea che fa gli interessi degli europei, ci sono i grandi gruppi monopolistici che fanno gli interessi propri e sono contro e a volte alleati di grandi gruppi economici e finanziari americani, o di altri Paesi. I gruppi che governano il mondo sono apolidi, peraltro non li conosciamo nemmeno più. Noi dobbiamo imparare a ragionare per grandi agglomerati, oggi la Apple è più forte dell'FBI, il presidente cinese quando è andato a trovare Obama prima è passato da Zuckerberg''.

Come si possono valutare, oggi alla luce di questa situazione, le sanzioni alla Russia? Motivazioni politiche? Economiche?

''Le motivazioni sono sempre economiche, è sempre l'economia a dettare tutto. E al centro dell'economia c'è il conflitto fra capitale e lavoro: sono due cose alternative. E tutti quelli che si affaticano in questi anni nei particolarismi, dalle differenze di genere a quelle sessuali, da quelle alimentari a quelle calcistiche, non fanno altro che ritardare il disvelarsi di questo grave conflitto, che è quello fondamentale. E se non si risolve, col socialismo, porterà il mondo alla distruzione''.

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autore / intelligo
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