Calabria (Fi) sul welfare dei Millennial: "Offrire ai giovani l'Europa delle possibilità"

04 aprile 2017 ore 13:08, Americo Mascarucci
Crisi economica, Stato, assistenza, reddito di condivisione, servizi, sociale. Saranno questi i temi intorno ai quali si articolerà il convegno 'Il Welfare dei Millennial'' organizzato dal pensatoio Obiettivo Italia a Roma il 10 aprile alle ore 16 presso il centro Congressi Roma eventi all'Audiotorium Loyola a piazza della Pilotta 4. A confrontarsi ci saranno protagonisti della politica e quanti sono impegnati sul campo: il presidente dell’Inps Tito Boeri, la parlamentare di Forza Italia Annagrazia Calabria, la senatrice del Movimento 5Stelle Nunzia Catalfo, il presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello, l’ex ministro Elsa Fornero, i deputati del gruppo Civici e Innovatori Gianfranco Librandi e Andrea Mazziotti, l’economista e parlamentare del Partito Democratico Irene Tinagli, il direttore del quotidiano Libero Vittorio Feltri e il giornalista Roberto Poletti. 
Intelligonews ha intervistato uno di loro, l’onorevole Annagrazia Calabria.
Calabria (Fi) sul welfare dei Millennial: 'Offrire ai giovani l'Europa delle possibilità'
Lei sarà fra i relatori di questo convegno dedicato al "welfare dei millennial". Quanto è davvero importante oggi discutere delle nuove generazioni fra opportunità mancate, opportunità da cogliere ed opportunità da costruire. Quali ricette mettere in campo?

"Questo convegno rappresenta una grande opportunità soprattutto per la qualità dei relatori che vi prenderanno parte, tutti di grandissimo spessore. Perciò sono lieta di parteciparvi e ringrazio gli organizzatori per avermi inserita. Parlare di welfare dei millennial significa affrontare un problema che affligge i ragazzi della mia generazione. Ricette miracolose non ce ne sono, ma credo che sia già importante affrontare e analizzare le cause che hanno generato una crisi tanto profonda. Paghiamo purtroppo le conseguenze di un sistema ammalato di egoismo generazionale che molti anni fa ha iniziato a non garantire più quel necessario equilibrio fra generazioni. Tante le domande a cui dobbiamo rispondere. Perché i ragazzi non riescono ad emanciparsi dalla famiglia di origine? Perché non c’è un orientamento al mondo del lavoro? Perché non esistono politiche per la famiglia? Perché si parla di bonus bebè che poi non esiste? Perché vengono aboliti i voucher? Perché non si riesce a conciliare il lavoro con la maternità? Io penso sia giusto rispondere a queste domande, perché trovare le risposte è già un importante passo avanti che ci permetterebbe di discutere insieme le ricette migliori da mettere in campo". 

Altro grande problema che affligge le nuove generazioni è la fuga dei cervelli all'estero. Come invertire questa tendenza?

"Sicuramente la fuga dei cervelli è una parte del discorso. Un Paese che non permette ai suoi giovani di specializzarsi e di spendere i propri talenti in casa è sicuramente un paese che ha fallito la sua missione. Il problema non è però impedire ai ragazzi di partire, ma di farli tornare. Nel momento in cui siamo riusciti ad abbattere i confini consentendo ai giovani di viaggiare liberamente in Europa e nel mondo, la sfida non è quella di ergere nuove barriere ma di abbatterle nel momento in cui i talenti vogliono tornare. Se io mi sono specializzata all'estero è giusto che possa tornare in Italia, trovare lavoro, avere il giusto redditto, la giusta valorizzazione, creare una famiglia e far crescere i miei figli nel paese di origine".

Quanto è importante in questo scenario il ruolo dell'Europa? E soprattutto, questa Europa è davvero amica dei millennial?

"Io appartengo ad una generazione fortunata che ha avuto la possibilità di viaggiare con l’Erasmus in tutta Europa senza passaporto. L’Europa ha dato tanto ma deve diventare sempre di più l'Europa delle possibilità. Se ha permesso la libera circolazione delle persone deve permettere anche la possibilità alle persone di realizzarsi pienamente".

Di fronte alla novità della Brexit, come dovrebbe rispondere l'Europa?

"Io sono europeista convinta, l’Europa è una grandissima opportunità, ma l’Europa deve dimostrare ai cittadini di essere un porto sicuro. Nella UE dobbiamo sentirci a casa, basta con l’Europa dei burocrati, delle direttive, delle briglie, dei lacci, del rigore assoluto. Uscire dall'Europa sarebbe una follia, ma l'Europa fino ad oggi ha mancato tanti obiettivi. Deve diventare finalmente l'Europa delle occasioni da offrire, del lavoro e dello sviluppo. Un'altra Europa è possibile". 

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