San Pietroburgo, Dambruoso (CI): "E' considerata la città di Putin. Pesa il sostegno ad Assad"

04 aprile 2017 ore 13:03, intelligo
di Stefano Ursi

Sono ore delicate quelle che si vivono in Russia. A San Pietroburgo, dopo l'attentato alla stazione metro Sennaya Psloshchad che ha causato 14 morti e moltissimi feriti, anche stamane una telefonata anonima che annunciava una bomba in stazione. Allarme poi fortunatamente rivelatosi falso. In questi minuti le agenzie battono la notizia che sarebbe stato trovato nel terzo vagone della metro divelta dalla bomba il corpo del kamikaze, presumibilmente un ventenne kirghiso. La matrice viene dall'Asia centrale? Il legame con la presenza forte di Mosca nello scenario siro-iracheno è la pista più probabile? IntelligoNews lo ha chiesto a Stefano Dambruoso, parlamentare di Civici e Innovatori, Questore della Camera dei Deputati ed esperto di terrorismo internazionale.

San Pietroburgo, Dambruoso (CI): 'E' considerata la città di Putin. Pesa il sostegno ad Assad'
Stefano Dambruoso
Che idea si è fatto dell'attentato alla metro di San Pietroburgo?

''Prima ancora che ci sia una definitiva rivendicazione, credo che la posizione della Russia di Putin nello scenario mediorientale, con il sostegno dato al governo di Assad, possa essere la prima lettura possibile di questo attentato. C'è anche tutta la tematica legata all'Ucraina da non sottovalutare e tenere sempre a mente, ma credo oggi sia prevalente la vicenda legata ad un'area che collima con quella del terrorismo di matrice islamica, come reazione alla presenza russa nello scenario siro-iracheno''.

Ricordando le parole dell'attentatore che ha ucciso l'ambasciatore russo ad Ankara ''non dimenticatevi di Aleppo'', questa ipotesi potrebbe avere ancora più sostanza?

''E' certamente una delle strade possibili. E credo che per un attentato del genere, all'atto di fare in termini probabilistici una scala di priorità nelle piste possibili, quella associata alla presenza russa in Siria e Iraq sia al momento la più fondata''.

La presenza del presidente Putin a San Pietroburgo, il fatto che vi sia nato e che molte attività centrali russe passino per questa città ha un risvolto simbolico?

''Assolutamente sì, direi proprio che San Pietroburgo è considerata la città di Putin e dunque il simbolismo, in questo senso, è assolutamente fondato''. Pare che l'attentatore sia kirghiso, dunque proveniente dalla cintura delle repubbliche dell'Asia centrale.

L'attentatore dovrebbe essere un kamikaze kirghiso. Quanto è pericolosa per la Russia quella cintura?


''In quella zona penso, ad esempio, alla Cecenia che è un buco nero ancora irrisolto per il governo di Putin, che rievoca la tematica dell'indipendentismo dell'area ma anche fenomeni associabili al fondamentalismo di matrice islamica; una compartecipazione di elementi di quelle zone si potrebbe leggere, come dicevo prima, sempre in chiave mediorientale''.

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autore / intelligo
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