Caso Kara-Murza, Chiesa: "Spiego perché è l'ennesima operazione anti-Putin"

04 febbraio 2017 ore 9:27, Americo Mascarucci
Non crede all'ipotesi dell'avvelenamento contro il dissidente russo Vladimir Kara-Murza e ancora meno che a volere la morte del giornalista e politico possa essere il presidente Vladimir Putin. 
Il giornalista Giulietto Chiesa, esperto di scenari geopolitici e profondo conoscitore della Russia spiega ad Intelligonews perché secondo lui la tesi dell'avvelenamento non regga e perché, qualora questa ipotesi si rivelasse veritiera, la regia non sarebbe di Putin ma anti-Putin. .

La vicenda di Vladimir Kara-Murza anche per lei è un nuovo caso Litvinenko? Che idea si è fatto? E’ avvelenamento?

"Leggendo le agenzie russe, non le sciocchezze riportate da qualche giornale italiano, ne ricavo l’impressione che si tratti della solita operazione di propaganda anti russa e anti Putin. Secondo le affermazioni del padre del giornalista si sarebbe trattato di un mancamento dovuto a una disfunzione cardiaca. Già risolta dai sanitari a cui il paziente si è rivolto" 

Conosce Kara-Mourza? Chi è, e per chi può rappresentare un pericolo?

"Personalmente non lo conosco. So che lavora per una fondazione che fa capo a Kodorkhovskij, l’ex padrone di Jukos, ora emigrato in Occidente con un bel pacco di miliardi di dollari. Kara-Murza Junior non rappresenta un pericolo per nessuno. Non certo per Putin".  
Caso Kara-Murza, Chiesa: 'Spiego perché è l'ennesima operazione anti-Putin'

Dicono che Kara-Mourza sia legato a un altro leader dell'opposizione, Boris Nemtsov, assassinato a colpi di pistola nel 2015 nei pressi del Cremlino. Solo coincidenze o si tratta di circostanze legate fra loro?

"Poiché ritengo (ma non posso provarlo, ovviamente) che Boris Nemtsov sia stato ucciso da servizi segreti di paesi stranieri in un'ottica anti-Putin, le uniche coincidenze che vedo sono nell'organizzazione dell'ennesima operazione di discredito del Presidente russo. Il tutto dopo avergli attribuito senza successo e senza alcuna prova l’assassinio di Anna Politkovskaja, di Litvinenko e l'annessione della Crimea. Solo dei giornalisti al servizio di queste operazioni possono prestarsi a dare eco — ovviamente senza fare alcuna verifica —alle fandonie prodotte da questo o quello dei servizi segreti".  
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