Rivolta migranti Cona, Meluzzi: "E' rabbia psicologica, violenza aumenterà a dismisura"

04 gennaio 2017 ore 12:34, Americo Mascarucci
"La situazione peggiorerà sempre di più dal punto di vista dell'ordine pubblico e dell'emergenza sanitaria. Non si può risolvere l'impossibile".
La rivolta di Cona nel Veneziano ha riacceso i riflettori sulle presunte condizioni disumane in cui sarebbero tenuti gli immigrati, portati all'esasperazione nel vedersi trattati come bestie. La violenza secondo molti sarebbe una logica conseguenza di questo stato di cose.
Intelligonews ne ha parlato con lo psichiatra Alessandro Meluzzi.

Quanto può incidere sulla psicologia degli individui portandoli a comportamenti violenti, il fatto di essere costretti a vivere in condizioni precarie, o come sostengono molti addirittura come bestie, all'interno dei centri di accoglienza?

"Che i migranti vivano come bestie è tutto da verificare, evitiamo i luoghi comuni. Detto questo c’è alla base di tutto una politica dell’immigrazione delirante, che insegue l’idea folle di poter accogliere in Italia mezzo milione di persone in condizioni di assoluta dissocialità, precarietà e di sradicamento sociale. Tutto questo va a creare un bubbone che non ha a che vedere soltanto con l’ordine pubblico, ma anche con la sanità. Non dimentichiamo che la crescente diffusione della meningite b e c è legata anche ad un flusso migratorio incontrollato da quella che viene definita proprio l’area della meningite, ossia l’Africa sud sahariana dove il meningococco è endemico e dove i portatori sani diventano trasmettitori della malattia. Tutti vorremmo che gli esseri umani fossero trattati nel migliore dei modi, ma non vi è cosa peggiore che promettere quello che non si può dare". 

Non sarebbe opportuno in queste strutture di accoglienza prevedere un supporto psichiatrico, per capire meglio la psicologia di queste persone, il loro passato, la loro provenienza ecc.?

"Ho presentato un progetto e una proposta a varie strutture per la creazione di centri di ascolto e di assistenza psichiatrica per i migranti, proposta veicolata anche al Ministero dell’Interno. Non soltanto per prevenire comportamenti violenti da parte loro, ma soprattutto per fornire un supporto psicologico capace di favorire l’integrazione ambientale. Tutte idee valide e anche utili, ci mancherebbe altro, ma in questo momento si tratta di pannicelli caldi di fronte ad un flusso di diecimila persone la settimana. Nessun sistema nazionale ed europeo può reggere un flusso di questa portata. Anche perché caserme, strutture pubbliche e altri luoghi individuati dai Prefetti come centri di accoglienza, rappresentano un costo insostenibile per la collettività italiana. Nessuno è in grado di risolvere l'impossibile". 

E allora come integrare queste persone?

"Ripeto, a queste condizioni è impossibile. Servirebbe la disponibilità dei privati ad accogliere i migranti nelle loro case, ma questa idea è impraticabile per tutta una serie di ragioni che conosciamo tutti. Non si può promettere tutto a tutti quando non si è in grado di offrire nulla a nessuno".

E le cooperative che operano nel campo dell'accoglienza, e ovviamente ricevono soldi per questo, quanto sono realmente in grado di svolgere questo compito?

"Le cooperative possono essere utili a gestire le emergenze come hanno fatto, ma qui l’emergenza è permanente. Queste cooperative potranno anche essere valide, qualcuna potrà operare meglio, qualcuna peggio, qualcuna rimanderà a Mafia Capitale, qualcuna alla nobiltà della Caritas ma nessuno, ripeto, può fare l’impossibile".

Ma allora che rimane da fare? Perché comunque l'immigrazione va gestita

"La prima cosa che lo Stato dovrebbe fare è smettere di mandare la scorta tutti i giorni a 5 miglia dalla costa libica a recuperare i migranti. Questo scafismo di stato ci porterà al collasso. Altro che centro di Cona! Andando avanti di questo passo certe situazioni si moltiplicheranno a dismisura e per noi sarà la catastrofe. Con diecimila persone la settimana che arrivano, non vi sarà cooperativa, prefetto, sindaco o fiscalità, in grado di reggere questo flusso biblico". 
Rivolta migranti Cona, Meluzzi: 'E' rabbia psicologica, violenza aumenterà a dismisura'

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