Meningite news, Aiuti: ''Giusta corsa al vaccino. Alcune categorie più a rischio''

04 gennaio 2017 ore 14:01, intelligo
di Stefano Ursi

Il dibattito sulla meningite, sulla scorta dei casi finora registrati, in queste settimane domina nell'opinione pubblica e sui media. In particolare è partita quella che in molti hanno già ribattezzato la ''corsa al vaccino'' contro la meningite. IntelligoNews ha chiesto al prof. Fernando Aiuti, immunologo ed infettivologo, se è d'accordo con la nota del Ministero della Salute che chiarisce come non sia in corso un'epidemia e a cosa possa essere dovuto l'aumento dei casi in Toscana.

Stamane una nota del Ministero della Salute precisa che non c'è epidemia di meningite. È d'accordo?


''Totalmente d'accordo. Non siamo in presenza di epidemia di meningite, visto che il numero delle persone decedute non è diverso da quello degli scorsi anni, tranne che in Toscana dove il numero dei casi è molto cresciuto rispetti agli anni scorsi; non si può parlare di epidemia nemmeno qui, ma c'è un aumento dei casi mentre nelle altre regioni il dato è rimasto costante''.

A cosa può essere dovuto questo aumento dei casi in Toscana?

''Difficile a dirsi. Gli esperti che sono in zona ancora non hanno fornito delle spiegazioni che possano far comprendere il perché dell'aumento dei casi. Forse c'è stato un minore ricorso alle vaccinazioni dei bambini, cosa che ha permesso la ricircolazione dei batteri: si sa, del resto, che quanto più le persone sono vaccinate, meno batteri e virus tornano in circolo. Forse può aver iniziato a circolare, maggiormente in alcune province, un ceppo particolare. E poi continuano ad esserci più portatori rispetto alle altre regioni, ma anche di questo il perché non si riesce a capire, visto che non è sicuramente legato a fattori genetici o immunitari. Ora, con le vaccinazioni che sono state implementate anche per adolescenti e adulti almeno fino a 30 anni, che non erano stati vaccinati da bambini, già da quest'anno e l'anno prossimo ci sarà un'incidenza minore del Meningococco, anche in Toscana. In questo senso occorre dire che c'è una maggiore attenzione dei media in tutta Italia, cosa che ha portato a conoscere anche casi non derivanti da batteri causa di infezione facile, come ceppo B o A, ma da altri ceppi come Coli o Pneumococco, che si verificano con carenze immunitarie dell'ospite. Alcune categorie sono più fragili. Va ricordato che l'età media aumenta sempre di più e ci sono sempre più persone che hanno sistema immunitario compromesso. E che il vaccino va fatto, per i bambini e gli adolescenti, per il Meningococco C e oggi anche per quello B''.

Si parla molto in queste ore di ''corsa al vaccino'' contro la meningite. Ieri abbiamo letto le parole del prof. Ricciardi (ISS), il quale spiegava come molti anziani, ad esempio, abbiano trascurato il vaccino per l'influenza per fare quello contro la meningite. Corsa giusta?

Meningite news, Aiuti: ''Giusta corsa al vaccino. Alcune categorie più a rischio''
''Si, perché le persone che non hanno fatto il vaccino lo devono fare, secondo quelle che sono le indicazioni della medicina ufficiale. Questo come quello contro l'influenza. Ma io voglio ricordare che c'è un'altra vaccinazione molto importante per gli anziani, quella contro il Pneumococco, la polmonite. Sui giornali non se ne parla molto, ma è una delle cause principali di morte negli anziani e di solito, quando c'è epidemia di influenza, segue sempre quella di polmonite da Pneumococco: sono circa 4.000 le persone colpite da questa patologia ogni inverno, e abbiamo il vaccino, che peraltro dalla Regione Lazio è offerto gratuitamente alle persone anziane. Vede, è un problema di organizzazione, non ci si può muovere solo quando ci sono i morti o molte persone che si ammalano: occorre muoversi prima, per evitare le corse e le code, oltre alle attese di settimane per fare il vaccino. Questa può essere una lezione per capire che i vaccini vanno fatti, quando il medico e la medicina lo dicono. Certo, su questo ha influito molto il clima di paura dei mesi scorsi, alimentato da false notizie, che ha allontanato le persone dai vaccini''.

Esistono, oltre al vaccino, dei farmaci che possano preventivamente proteggere dalla meningite? Quali consigli può dare in relazione a questo?

''No, non esistono dei farmaci di questo genere. Ovviamente, per chi è stato in contatto con una persona che ha avuto meningite facilmente trasmissibile, come quella da meningococco, ci sono gli antibiotici per due giorni per evitare di ammalarsi, ma solo ed esclusivamente nei casi di accertato contatto diretto: se si ammalano un bambino in una scuola o una persona in famiglia, le persone a stretto contatto debbono fare la profilassi, per quel tipo specifico, che può essere meningococco B o C. Per il resto esistono solo i vaccini. La scienza ha fatto moltissimo, e rispetto solo a 50 anni fa tante malattie infettive sono state debellate grazie alla vaccinazione: la cosa che va compresa è che la vaccinazione non serve solo a chi la fa, ma anche alla comunità, nella quale virus e batteri non circolano se le persone sono vaccinate. L'esempio della polio in questo senso è illuminante: circola solo in piccole parti del mondo, in cui esistono delle sacche di persone non vaccinate, come in alcune zone dell'Africa o dell'Asia, ma in Europa circola ormai pochissimo, perché siamo tutti vaccinati''.
autore / intelligo
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