Migranti in Italia, Fusaro: "Nel paradosso europeo degli Stati coltelli (altro che fratelli)"

04 luglio 2017 ore 12:57, Stefano Ursi
Sono giorni caldissimi per quanto riguarda la crisi migratoria ormai da tempo in corso verso l'Europa e in particolare l'Italia, che progressivamente si è intensificata fino a prefigurare una situazione difficilmente sostenibile. L'accordo Francia-Germania-Italia, che pareva un primo passo verso il sostegno concreto al nostro Paese che è il più colpito, subisce in queste ore una brusca frenata, con Francia e Spagna che si dicono pronte a chiudere i porti e l'Austria a schierare l'esercito al Brennero. E anche a Strasburgo, su questa questione, l'atmosfera è difficile. Si registra infatti un duro botta e risposta fra il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani; Juncker avrebbe dovuto illustrare all'aula, durante la sessione plenaria, i risultati del semestre di presidenza di Malta e avrebbe parlato, appunto, della grave crisi migratoria in atto. Ma gli europarlamentari presenti ai lavori erano pochissimi e Juncker, lamentando proprio la scarsa presenza in vista di comunicazioni ritenute importanti, ha commentato: ''Siete ridicoli''. Parole che hanno dato il là alla replica di Tajani, che si è rivolto in maniera istituzionale ma non meno dura al presidente della Commissione, interrompendolo: ''Moderi i termini, è la Commissione sotto il controllo del Parlamento non il contrario''. E mentre tutto questo accade, la situazione relativa alla crisi migratoria ancora non accenna a trovare alcuna soluzione. Su questo IntelligoNews ha sentito il filosofo Diego Fusaro.

Migranti in Italia, Fusaro: 'Nel paradosso europeo degli Stati coltelli (altro che fratelli)'
Diego Fusaro
L'accordo fra Italia, Germania e Francia vacilla. Spagna e Francia hanno già detto che sono pronte a chiudere i porti. 

''E' la prova evidente che l'Unione Europea è una falsa Europa, che unifica solo finanziariamente il Vecchio Continente, perché poi quando si tratta di risolvere insieme i problemi i singoli Stati si ritirano: già era accaduto a Ventimiglia lo scorso anno, peraltro''.

E oggi l'Austria dice che è pronta a schierare i soldati al Brennero per bloccare il passaggio. L'Italia rischia di essere chiusa in una morsa.


''Certamente, e questo è il paradosso della situazione in cui ci troviamo: è la migliore immagine che oggi ci possa essere dell'Unione Europea, dove le merci circolano liberamente e poi i problemi dell'Italia restano solo e solamente dell'Italia. Non è una cooperazione fra Stati fratelli, come invece doveva essere''.

Che idea si è fatto dello scontro fra Tajani e Juncker?

''Di fatto in questa Unione Europea, allo stato attuale, il Parlamento in generale è qualcosa di superato, perché decidono enti non democratici e privatissimi. Il termine 'parlamento' deriva dal francese ''parler' e sottintende l'idea di parlare e discutere, ma qui non c'è alcuna discussione, c'è solo la decisione sovrana dei mercati. È solo un contorno, una vernice che nasconde i reali processi''.

Perché in questa Europa c'è chi può dire no e chi questa possibilità non ce l'ha? Ed è costretto a battere i pugni per risultati assai difficili da ottenere.


''Intanto per ragioni anche geografiche. L'Austria mette l'esercito ai confini e impedisce ai migranti di entrare, l'Italia, essendo un molo nel Mediterraneo è costretta in qualche modo a salvare i migranti altrimenti morirebbero per mare. Il problema è che se poi l'Austria mette l'esercito, la Francia chiude i porti, i migranti non possono procedere nel resto d'Europa e rimarranno tutti all'interno del territorio italiano. Ecco una prova in più del fatto che l'Europa così com'è non porta alcun bene all'interesse nazionale italiano''.

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autore / Stefano Ursi
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