Catalogna, Borghi (LN): "Ora basta, ecco perché Salvini non si contraddice e noi votiamo l'autonomia"

04 ottobre 2017 ore 16:41, Americo Mascarucci
La Catalogna sta dividendo il centrodestra. E' scontro fra Lega Nord e Fratelli d'Italia dopo che Giorgia Meloni ha invitato all'astensione sui referendum autonomisti di Lombardia e Veneto: il governatore lombardo Roberto Maroni ha minacciato la rottura dell'alleanza con Fdi alla Regione e in vista delle prossime elezioni. La Meloni sta tentando con questa mossa di mettere a nudo il "finto sovranismo" di Salvini per accreditarsi come l'unica vera leader sovranista? Intelligonews ne ha parlato con l'economista della Lega Nord Claudio Borghi.
Catalogna, Borghi (LN): 'Ora basta, ecco perché Salvini non si contraddice e noi votiamo l'autonomia'

E' scontro fra Maroni e la Meloni sui referendum autonomisti del 22 ottobre. La leader di FdI tenta di spuntare le armi del sovranismo a Salvini?

"Su questa questione non intervengo. Mi rimetto al no comment di Matteo Salvini".

Però molti stanno parlando di finto sovranismo di Salvini con riferimento al sostegno della Lega al referendum catalano giudicato anti-sovranista. Come risponde?

"Salvini ha riconosciuto che il referendum era illegale per le leggi spagnole, ma ha fatto notare che certe violenze della Polizia, di fronte ad una folla assolutamente pacifica, risultavano intollerabili. Lo avessero fatto qui da noi immaginate cosa sarebbe accaduto".

Sta dicendo che la Lega non è favorevole al referendum catalano?

"Io dico che non bisognerebbe mai avere paura del giudizio della gente. Il governo ha detto chiaramente che il referendum non aveva alcun valore costituzionale secondo le leggi dello stato spagnolo, quindi io personalmente fossi stato il premier Rajoy lo avrei fatto svolgere tranquillamente. Se poi ci fosse stata una maggioranza assoluta dei cittadini a favore della secessione, ne avrei tenuto conto e avrei cercato delle soluzioni".

E come giudica il discorso del re Felipe VI?

"Non capisco per quale motivo si voglia a tutti i costi esacerbare il clima. Se ci sono delle istanze che provengono dai cittadini, usare la forza e il ricorso alla violenza, non è certamente la via maestra per dare risposte. Il sovrano avrebbe dovuto contribuire a rasserenare il clima, invece qui l'impressione che se ne ricava è che si voglia acuire ancora di più il conflitto. Guardando dall'esterno, non capisco a chi tutto questo possa giovare".

Nella Lega c'è chi vede un dualismo fra Salvini e il duo Maroni-Zaia. C'è chi dice che i referendum del 22 ottobre rappresentino per l'asse del nord lo strumento per sferrare l'attacco contro l'idea di partito nazionale e sovranista che il segretario, anche con l'operazione Noi Con Salvini starebbe tentando al centro e al sud

"I referendum vengono da lontano. Sono perfettamente costituzionali e legali. Penso possano sicuramente dare un'informazione in più su cosa pensano i cittadini sull'idea di riconoscere maggiore autonomia e più poteri ai livelli regionali, come prevede il dettato costituzionale. Badi bene che anche il sud avrebbe tutto da guadagnare con una maggiore autonomia e una più allocata gestione delle risorse. I cittadini del meridione avrebbero la possibilità di valutare di più e meglio come i propri amministratori gestiscono i soldi per poi giudicarli come meritano al momento del voto. Nessuno nella Lega, tantomeno Salvini, può essere contrario a sondare l'opinione dei cittadini su un tema, quello del federalismo che è da sempre nel Dna del nostro partito. Ricordiamo che federalismo e autonomia non c'entrano niente con la secessione".

E al costituzionalista Stefano Ceccanti, che su Intelligonews ha giudicato inutili quei referendum considerando che per ottenere più autonomia sono comunque necessari dei passaggi a livello di governo e parlamento, come risponde?

"I referendum consultivi, che si possono fare soltanto su base regionale perché non sono previsti a livello nazionale, sono sempre utili. Ogni volta che i cittadini si pronunciano tramite referendum su determinate materie il legislatore ha comunque sempre una spinta in più per dare risposte a quelle istanze. Sono convinto che se si facesse un referendum consultivo sullo Ius Soli, la maggioranza degli italiani si dichiarerebbe contraria e il Parlamento non perderebbe altro tempo prezioso dietro una legge inutile ed impopolare".  


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