Cernobbio, parla Rinaldi: "Di Maio leader in discesa. Perché vincerà ancora Merkel"

04 settembre 2017 ore 15:30, Americo Mascarucci
"Più che leader in ascesa ho visto leader in discesa". E' tranciante il giudizio dell'economista Antonio Maria Rinaldi intervistato da Intelligonews sull'esito del Forum Ambrosetti andato in scena a Cernobbio. Un evento che ha visto sfilare molti leader politici interessati ad illustrare le loro ricette in vista dell'ormai imminente campagna elettorale per le elezioni politiche. Un giudizio tagliente l'economista lo riserva a Luigi Di Maio del Movimento 5Stelle che secondo molti a Cernobbio avrebbe parlato da candidato premier. Il tutto mentre in Germania è andato in scena il primo duello televisivo fra Angela Merkel e lo sfidante Martin Schulz, partito con il favore dei sondaggi e oggi costretto ad inseguire la Cancelliera.
Cernobbio, parla Rinaldi: 'Di Maio leader in discesa. Perché vincerà ancora Merkel'

A Cernobbio è sembrato di assistere ad una parata di leader in ascesa. Anche lei ha avuto la stessa impressione?

"Più che leader in ascesa, ho visto leader in discesa. E mi riferisco in primo luogo a Di Maio che non a caso è stato subito stoppato dall'interno. Alessandro Di Battista ha detto che il candidato premier sarà scelto dal M5S lasciando intendere che al momento non è Di Maio. La sua mi sembra un'auto-candidatura, ma poi non è detto che la base pentastellata sarà pronta a soddisfare le sue aspirazioni. Anche perchè il discorso che Di Maio ha fatto circa l'approccio nei confronti dell'Europa ha lasciato basiti. Le campagne elettorali del M5S sono state fino ad oggi tutte improntate sull'uscita dall'euro e su una radicalissima rivisitazione dei trattati europei, senza escludere l'abbandono della Ue. Oggi l'autocandidato Di Maio ci viene a raccontare un'altra storia. Del resto che ci fosse nei 5Stelle un forte scollamento fra i vertici e la base, lo si era già capito quando ai primi di gennaio il gruppo parlamentare europeo voleva aderire all'Alde, ossia al gruppo filo europeista più oltranzista di Strasburgo. Una cosa è certa: a mio avviso la maggior parte dei voti del M5S sono voti di protesta, ma ora è arrivato il momento per i pentastellati di dare delle risposte chiare e definitive. Che fine ha fatto il referendum sull'euro? Cosa è cambiato? Gli elettori dovrebbero sapere come stanno le cose, è necessario chiarirsi".

Anche Salvini è stato troppo moderato al Forum?

"Salvini deve tenere conto delle dinamiche interne alla Lega Nord dove coesistono anche delle sacche che non condividono la linea anti-europeista. Quindi anche lui deve stare attento a misurare il linguaggio. Poi certo, se oggi esiste ancora la Lega lo si deve a Matteo Salvini, su questo non c'è dubbio. A lui e alla svolta impressa con il contributo di Claudio Borghi".

A Cernobbio si è parlato di ripresa economica. Condivide l'analisi di Padoan?

 "Padoan è come l'oste cui si chiede se il vino è buono. I numeri, quelli veri, però lo smentiscono e ci dicono che la ripresa non c'è. Nulla di nuovo sotto il sole verrebbe da dire, basta farsi un giro per le città, parlare con la gente e rendersi conto che la situazione economica non è affatto migliorata".

In Germania è andato in scena il primo duello televisivo fra Markel e Schultz. Sinceramente, ha notato delle differenze fra i due?

"Nulla di nuovo sotto il sole anche qui. La Merkel vincerà senza problemi, anche l'Europa tifa per lei e per i tedeschi rappresenta una garanzia di continuità. I tedeschi si stanno avvantaggiando della situazione economica europea quindi non hanno motivo per cambiare. Del resto Schultz non mi pare sia dotato di grande capacità di aggregazione. La Merkel ce la ritroveremo altri quattro anni, e avremo così raggiunto 16 anni di cancellierato della signora Angela". 
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