Gender in Umbria, Adinolfi: "Lobbying cattolico inutile. O si capisce o si perde sempre"

05 aprile 2017 ore 15:03, intelligo
di Stefano Ursi

La Regione Umbria ha approvato ieri sera a maggioranza la legge contro l'omofobia. Come ovvio questa circostanza, nonostante non incida sulla dimensione legislativa nazionale, sta monopolizzando il dibattito fra chi è a favore di questi provvedimenti e chi contro, chi vede l'esigenza di approvarli e chi, dall'altra parte, li ritiene puramente ideologici. Su questo IntelligoNews ha sentito Mario Adinolfi, giornalista, direttore de La Croce Quotidiano e leader del Popolo della Famiglia: ''Legge scritta malissimo, puramente ideologica. E' fatto circoscritto a piccola regione, ma per fermare la deriva occorre presenza forte dei difensori dei principi non negoziabili. È inutile illudersi di convincere con un lavoro di lobbying, ormai non si convince più nessuno. O lo si capisce o si perde sistematicamente''.

L'Umbria ha approvato la legge sull'omofobia: che succede adesso?

''Succede che c'è una legge scritta malissimo, come sempre, stra-emendata e figlia con tutta evidenza di un parto giuridicamente incomprensibile, perché non c'è omofobia sul territorio; questa legge è stata fatta per un motivo puramente ideologico, e la cosa che non mi è piaciuta per niente è contenuta nell'emendamento all'articolo 3, che apre le porte all'associazionismo LGBT nelle scuole con corsi gender per docenti e genitori, una circostanza veramente fuori dal mondo. Credo comunque che si tratti di una cosa circoscritta. Noi oggi abbiamo parlato su La Croce Quotidiano di 'legge vergogna' e come Popolo della Famiglia ci siamo mobilitati prima e dopo per stigmatizzarla, ma di fatto si tratta di una piccola regione che approva una legge fatta con i piedi, puramente ideologica e senza alcuna relazione con le esigenze del territorio; dunque, a maggior ragione, in questo momento si rende chiaro quanto questo tipo di leggi non abbiano alcun senso. Leggo poi sul piano nazionale che la legge Scalfarotto viene sconfessata anche dalla Cirinnà, perché, secondo lei, non stigmatizza e non punisce l'esercizio di opinioni da parte di associazioni come la nostra. Così com'è non la voterà. Queste, comunque, sono leggi liberticide che purtroppo nella declinazione umbra hanno anche una connotazione di business, perché consentono per via normativa l'ingresso delle associazioni nelle scuole con i corsi. Questa cosa ovviamente deve essere monitorata sul territorio e i genitori devono rifiutare di essere indottrinati da questo genere di associazionismo e rispondere con una grande capacità di lettura di ciò che avviene sul territorio''.

Gender in Umbria, Adinolfi: 'Lobbying cattolico inutile. O si capisce o si perde sempre'
Mario Adinolfi
Su che livelli agisce una legge di questo tipo?

''Serve ad agire sul livello mediatico, ovviamente, su quello scolastico e a tentare di entrare nella dimensione del corpo docenti e delle famiglie per preparare il passaggio successivo. Come dicevo prima la legge nazionale è praticamente arenata perché non c'è volontà democratica del popolo italiano di approvarla e perché non ha senso, visto che l'Italia non è una nazione omofoba. Questo però deve anche essere un impegno per il Popolo della Famiglia, a livello locale e nazionale. Oggi io ho stigmatizzato anche la scelta della Regione Lazio sulla RU 486 nei consultori e quella del Comune di Torino che decide di tagliare il 25% del finanziamento alle materne cattoliche: ciò significa che si sta facendo nel locale quel che non si riesce a fare sul nazionale, sempre contro la famiglia e a favore della lobby LGBT. E questo va monitorato ovunque, perché se il Partito della Famiglia si candida in tutti i comuni d'Italia, è sul livello amministrativo che si deve lavorare per costruire la consapevolezza nazionale''.

L'approvazione della legge in Umbria influirà sul dibattito e sulla legge nazionale?

''Io credo, come dicevo prima, che la legge nazionale sia sostanzialmente arenata, perché non piace a nessuno, è scritta malissimo ed emendata peggio, dunque non vedo veramente i margini politici da parte di nessuno per rivitalizzare un corpo ormai morto. Ovviamente il tentativo ideologico c'è e se le prossime elezioni dovessero consegnare un Parlamento senza la presenza davvero evidente di cattolici in difesa dei principi non negoziabili, il pericolo c'è, ma se il Popolo della Famiglia riuscirà ad essere determinante anche nella formazione delle maggioranze e ad essere dunque interdittivo rispetto a leggi come queste, riusciremo a salvare l'Italia da una iattura. Non credo sia questa la legislatura per la legge sull'omofobia, ma piuttosto la prossima. Se i difensori dei principi non negoziabili arriveranno con una forte rappresentanza, fermeremo questa deriva di leggi ideologiche costruite solo per combattere contro la famiglia''.

Voi avete parlato su ''La Croce'' di ''legge vergogna'', però è stata approvata democraticamente: è un problema di presenza e, soprattutto, di forza dei cattolici nelle aule legislative?

''Noi ci poniamo questo problema e su di esso ci scontriamo anche internamente: è inutile che continuiamo a pensare di risolvere le cose con le petizioni online, le questioni si risolvono se sul piano democratico si riesce a far pesare il consenso su una piattaforma politica alternativa. La strada è solo questa. Affidarsi agli altri partiti non si può: è inutile aspettarsi qualcosa da questo o quel raggruppamento. Forza Italia si è astenuta e nemmeno ha votato contro la legge in Umbria, gli amici alfaniani hanno votato la legge Cirinnà senza nemmeno porsi il problema, FdI e Lega sono per la legalizzazione della prostituzione mentre noi siamo a fianco della Giovanni XXIII. E potrei citare mille altri esempi. Ognuno di questi sul piano valoriale non è garanzia: o il popolo del Family Day decide di autorappresentarsi su una piattaforma alternativa chiedendo il consenso agli italiani, e questo lavoro è stato fatto dal Popolo della Famiglia alle scorse amministrative, o continuerà a fare petizioni online a chi va in direzioni opposte. È inutile illudersi di convincere con un lavoro di lobbying, ormai non si convince più nessuno. O lo si capisce o si perde sistematicamente, ma questa scelta prevede un lavoro molto più sistematico e faticoso di una petizione online''.

#Umbria #legge #omofobia #Adinolfi
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...