Post referendum per Chiara Geloni: "E' il momento di essere razionali: vi spiego"

05 dicembre 2016 ore 12:11, intelligo
di Stefano Ursi

E' il giorno del post-referendum, che ha visto la vittoria del No e le conseguenti dimissioni del Premier Renzi. Quali scenari politici, ora, per il Paese? È stato solo il modello istituzionale proposto dal premier a perdere o anche la visione di fondo? IntelligoNews lo ha chiesto alla giornalista, già direttrice di YouDem Tv, Chiara Geloni che, rispetto alle previsioni di catastrofe dei giorni precedenti per una eventuale vittoria del No, dice: “Credo che sopravviveremo, come Italia, a questa giornata e anche alle prossime. Il sole è sorto anche stamattina”.

E' solo il modello di istituzionale di repubblica voluto da Renzi a perdere, o anche quello valoriale?

“Intanto, il motivo per cui io oggi mi sento molto soddisfatta e felice è che è stato bocciato, per la seconda volta in dieci anni, il tentativo di modificare strutturalmente la Costituzione con una maggioranza non ampiamente condivisa. Nel 2006 e oggi. Credo che per un bel po' di anni la Costituzione sarà al riparo da avventure politiche che vogliano sottoporla al volere di un leader del momento: credo che questo sia il risultato più importante della giornata, perché i governi passano, le maggioranze pure, ma le Costituzioni restano. Indubbiamente, sotto al tentativo di cambiare la carta costituzionale con questa modalità, e soprattutto nel modo in cui la campagna referendaria per il Sì è stata condotta, c'erano una mentalità politica e una visione che hanno mancato nell'obiettivo di unire il campo, ma hanno sempre governato dividendolo.”

Guardando al panorama politico del momento vediamo che da una parte c'è Renzi, mentre dall'altra c'è l'insieme delle forze del No, che però non sono unite fra loro. Ora che succede?

Post referendum per Chiara Geloni: 'E' il momento di essere razionali: vi spiego'
“Vede, nessuno chiede al No di essere un fronte unito, anche questo faceva parte della campagna referendaria, dunque adesso possiamo lasciar perdere questo tipo di argomenti. È chiaro poi che quando si fa un referendum confermativo come questo c'è una proposta in campo: c'è chi la approva, e chi la respinge non ha il dovere di essere d'accordo né sui motivi per cui lo fa né su una proposta alternativa. Adesso il fronte che ha vinto il referendum, se questo è il senso, non ha il dovere di governare, ma semplicemente ha espresso il suo parere su un quesito come la Costituzione prevede. La maggioranza politica, questo è chiaro, rimane quella di prima”.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito a dichiarazioni secondo cui se avesse vinto il No avremmo assistito ad una catastrofe, soprattutto in campo economico e finanziario. Oggi leggiamo le parole di Moscovici, che conferma fiducia nell'Italia e nella sua stabilità. Qualcosa non torna.

“Io penso che la campagna referendaria sia finita per tutti, anche per i nostri amici in Europa. Abbiamo visto che per dopo la eventuale vittoria di Trump si prevedevano disastri, inflazione, crollo dei mercati ma mi pare che, tutto sommato, non sia successo e non stia succedendo granché. Come nel caso del referendum, nonostante la tempesta di stanotte e l'annuncio delle dimissioni del Governo. Credo che sopravviveremo, come Italia, a questa giornata e anche alle prossime, nonostante io non sottovaluti nulla. Ma è il momento di essere razionali e di prendere in mano questo Paese, che con il voto di ieri ha dato un forte segnale di malessere su come va l'economia e su dove va la società italiana. Sul futuro dei giovani e sulle certezze che vengono a mancare a tutti. Il sole, come dice Obama, è sorto anche stamattina e non c'è da temere che accada qualcosa di diverso nei prossimi giorni”.
autore / intelligo
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