Post referendum, Rinaldi: "Uscita Renzi non drammatica, solo terrorismo mediatico globale"

05 dicembre 2016 ore 12:53, intelligo

di Stefano Ursi

Il post-referendum ha visto la vittoria del No. Lo scenario italiano, dopo le dimissioni del premier Renzi, si appresta all'ennesimo cambiamento; ora occorrerà capire cosa succederà domani, quando il quadro politico dovrà mostrare la sua reale composizione. Ma soprattutto, dopo la Brexit e la vittoria di Trump, è una delle sconfitte del pensiero unico? Antonio Rinaldi, economista e docente di Finanza Aziendale all'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti, risponde così a IntelligoNews: “la sovranità, alla fine della fiera, appartiene sempre al popolo e chi tenta di sottrargli questa prerogativa, la storia insegna, finisce sempre male”.

Nei giorni scorsi abbiamo sentito vari appelli dall'estero sul fatto che, se avesse vinto il Sì, ci saremmo trovati davanti alla catastrofe economica. Oggi leggiamo Moscovici che rinnova la sua fiducia nella stabilità dell'Italia.

Post referendum, Rinaldi: 'Uscita Renzi non drammatica, solo terrorismo mediatico globale'
Economista Antonio Rinaldi
“Innanzitutto va detto che abbiamo assistito ad un terrorismo mediatico globale, che fa perfettamente rima con quello pre-elezioni americane e Brexit: credo che i media debbano iniziare a riposizionarsi, perché ultimamente hanno perso anche quel briciolo di credibilità che avevano prima. Relativamente ai mercati, dai numeri di stamattina, mi pare che reputino non così drammatica l'uscita di scena di Renzi”.

E' stato bocciato solo il modello istituzionale voluto da Renzi, o anche il modello 'valoriale' che faceva da sottofondo alla riforma?

“Gli italiani hanno dato un segnale molto chiaro nei confronti di Renzi, che consiste non solo nel non toccare l'impianto della Costituzione ma anche e soprattutto nel chiedere che essa venga rispettata. La Costituzione italiana, dobbiamo sottolinearlo, ultimamente non è stata granché rispettata: si pensi all'introduzione dell'articolo 81, che introduce il principio del pareggio di bilancio che, di fatto, inibisce l'applicazione di quella 'Costituzione economica' che è insita nella Costituzione stessa”.

Da una parte c'è Renzi, dall'altra il fronte del No, vincente, ma diviso. Adesso politicamente che succede?

“Con ogni probabilità, per poter ridefinire gli equilibri in Italia, occorrerà tornare al voto, però è necessario che venga fatta, contestualmente, una legge elettorale che dia veramente la possibilità di esprimere il quadro reale delle forze in gioco. Questo, è chiaro, lo potrà fare solo un Governo di transizione. Si badi bene non 'tecnico', perché non è il caso di ripetere le amare sorprese che altri ci hanno governi tecnici ci hanno riservato, bensì istituzionale legato solo alla legge elettorale. Dopo di che, parola agli italiani”.

Questa, dopo la Brexit e la vittoria di Trump, è una delle sconfitte del pensiero unico?

“Certo che si. Il pensiero unico ha fatto un grande errore, quello di considerare la partita chiusa nei confronti dei cittadini, che invece si sono ripresi il primato di determinare le proprie sorti. I fautori del pensiero unico hanno dimenticato che la sovranità, alla fine della fiera, appartiene sempre al popolo e chi tenta di sottrargli questa prerogativa, la storia ce lo insegna, finisce sempre male”.

autore / intelligo
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