Migranti da Cona, Borghezio (LN): "Governo in confusione, c'è solo una soluzione praticabile"

05 gennaio 2017 ore 12:51, Andrea Barcariol
Mario Borghezio, europarlamentare leghista, raggiunto da IntelligoNews spiega il suo punto di vista sulla bufera politica scoppiata a causa del trasferimento dal centro di accoglienza di Cona (Venezia) di 100 migranti nel Cie di Bologna, dopo le proteste legate al sovraffollamento della struttura e la morte (per trombosi polmonare) di una giovane ivoriana.

Che idea si è fatto della vicenda?

«La vicenda dimostra ulteriormente lo stato confusionale in cui versano questi governi che sono incapaci di gestire un fenomeno da loro stessi ampliato attraverso l'apertura insensata delle frontiere. Il pericolo anche per quanto riguarda la sicurezza e possibili attacchi terroristici va inevitabilmente attribuito a queste scelte».

Il ministro Minniti ha rilanciato un nuovo piano sui Cie con strutture da 100 posti. Cosa ne pensa?

«Si susseguono proposte che non sono risolutive. L'unica soluzione praticabile e seria, fortemente sostenuta dalla Lega da tempo immemorabile, è quella della chiusura totale delle frontiere e della creazione di centri di accoglienza fuori dai confini europei. Per far questo però serve un governo non asservito ai diktat europei».

Migranti da Cona, Borghezio (LN): 'Governo in confusione, c'è solo una soluzione praticabile'
Quindi non vi convince neanche il raddoppio del numero delle espulsioni annunciato dal Capo della Polizia Franco Gabrielli
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«E' una prospettiva assolutamente aleatoria tenuto conto dell'assoluta inerzia di questi governi che non sono riusciti a mettere in campo politiche serie e a fare accordi di riammissione dei migranti con gli altri Paesi».

La Commissione diritti umani del Senato, in un dossier ha denunciato il sostanziale fallimento del piano europeo sui migranti e l'inefficacia dei Cie. Come giudica questo documento?

«Questi centri, nel modo in cui sono stati realizzati, clientelare e dilettantesco sono la dimostrazione della totale incapacità della classe politica di governo di gestire la situazione».
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