Torino, affrontare il panico per Meluzzi: "Imparare a convivere con stato di guerra"

05 giugno 2017 ore 12:07, Andrea Barcariol
Sabato di terrore a Torino con oltre 1.500 persone rimaste ferite (3 in modo grave) in piazza San Carlo dove era stato allestito il maxischermo per la finale di Champions League tra Juventus e Rel Madrid. La Procura di Torino ha aperto un'inchiesta per cercare di capire la causa che ha scatenato il panico tra i tifosi. Intelligonews ha chiesto il suo punto di vista sulla vicenda allo psichiatra Alessandro Meluzzi.

Torino, affrontare il panico per Meluzzi: 'Imparare a convivere con stato di guerra'
Che tipo di dinamica si è innestata?


"Non si tratta di una fobia, ma di una paura provocata dai numerosi attentati in Europa, non ci troviamo di fronte a una fobia irrazionale. Dobbiamo abituarci a convivere a lungo con questo stato di guerra, perché è una guerra vera e propria e come tutte le guerre fanno paura a chi ne fa parte. Chi si trova in queste situazioni deve cercare di minimizzare i danni e portare a casa la pelle".


Come?

“Evitando comportamenti irrazionali, tipo calpestare gli altri, la prima cosa da fare è guardarsi intorno e cercare di capire cosa sta realmente accadendo. In questo caso non parliamo della paura dei ragni o di una piazza vuota, è una paura razionale, basta vedere quello che in contemporanea stava accadendo a Londra".

Secondo lei, da parte dei responsabili, c'è stata la volontà di innescare una situazione del genere o non si sono resi conto delle possibili conseguenze?

"Quello che purtroppo noi misuriamo non è l'effetto di una goliardata, di una stupidaggine o di una provocazione, ma di un clima che purtroppo è entrato nel nostro Paese. Questa guerra, portata avanti da segmenti dell'Isis all'interno della nostra civiltà, è entrata a far parte del repertorio della nostra antropologia. Poi possiamo girarla come ci pare, parlare di psicosi, ma rimane il fatto che la guerra è guerra”.


Come si puniscono i responsabili?


“Con il reato di procurato allarme, danneggiamenti, lesioni, reati da codice penale. Facciamo fare il suo lavoro alla Procura di Torino e vediamo se troveranno responsabilità per quanto accaduto. Il vero responsabile è chi ha scatenato la guerra in Europa, questo è vero il problema, basta vedere la mappa dei luoghi colpiti, da Nizza a Berlino, da Manchester a Londra, per capire che siamo solo all'inizio”.

Responsabilità nella gestione dell'evento?

"Francamente non lo so, non saprei dire se ci sono delle responsabilità oggettive, qualcuno ha criticato l'uso della piazza, ma finora le piazze le abbiamo sempre usate, forse bisognerebbe smettere di usarle o forse no. Pare che ci fosse un eccesso di transennatura rispetto alle vie di fuga, ma di questo via via si imparerà a tenere contro, d'altra parte finora questi eventi erano molto rari perché non eravamo mai entrati in uno stato di guerra strisciante. Bisognerebbe innanzitutto prosciugare l'acqua in cui nuotano i pesci, ma questo con le Brigate Rosse fu molto più facile mentre con la presenza di milioni di musulmani in Europa sarà molto più difficile".

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