Morbillo, Aiuti: "Allarme giustificato. Vaccinazioni? C'è una strategia e delle responsabilità"

05 maggio 2017 ore 13:19, Andrea Barcariol
L'allarme morbillo preoccupa l'Italia, rispetto ad aprile 2016 i casi sono quintuplicati. A Roma l'ospedale Bambino Gesù ha fornito dati preoccupanti con il numero di persone colpite addirittura decuplicato. IntelligoNews ha chiesto al prof. Fernando Aiuti, immunologo ed infettivologo, il suo punto di vista sulla vicenda anche in relazione al discusso tema delle vaccinazioni.

Morbillo, Aiuti: 'Allarme giustificato. Vaccinazioni? C'è una strategia e delle responsabilità'
Sul morbillo ci troviamo di fronte al solito allarmismo mediatico o i numeri giustificano la crescente preoccupazione?


''E' un allarme giustificato, erano molti anni che il morbillo, come altre malattie infettive, era ridotto come numero. Quindi questo aumento negli ultimi 4 mesi significa che sta colpendo i bambini non vaccinati. C'è una grossa responsabilità morale in parte dei medici, in parte di chi fa in tv a denigrare i vaccini. Il vaccino è sicuro e protegge da complicanze che il morbillo può dare. Io appartengo a quella generazione che nei reparti ha visto morire tanti bambini, prima delle vaccinazioni. Esiste il rischio che tornino malattie infettive che erano quasi scomparse, come il tetano e la poliomelite. Bisogna evitare trasmissioni tv a effetto, in cui si chiama a parlare su questo argomento attori e cantanti che danno giudizi sui vaccini. E' inconcepibile".

Va di moda l'informazione "fai da te" attraverso Internet o i social network. Pensa che possa influire sul certificato calo delle vaccinazioni?

"Per me è una strategia politica di alcuni partiti. Il New York Time ha affrontato questo tema, ma Grillo adesso dice che non è vero, eppure ci sono filmati sul web dei suoi spettacoli. Non si può scherzare su questi temi, io non voglio fare politica, sono un medico ma la gente deve stare attenta e pensare bene quando va a votare".


Come si può sopperire a questa carenza di informazione?

'''Bisogna fare campagne ufficiali per le vaccinazioni, come si fece all'epoca contro l'Aids o contro la droga. Almeno alla Rai poi devono stare attenti prima di fare trasmissioni anti-vaccino. Ormai si vogliono evitare gli intermediari che sono gli esperti: ingegneri, medici, economisti, professori, sono loro che dovrebbero fare informazione alla popolazione. Anche l'Ordine dei Medici recentemente ha preso posizione in maniera dura a favore dei vaccini, ma molti medici di famiglia non hanno tanta volontà di favorire queste vaccinazioni e non invitano le persone a farli. Ci sono dei rapporti che lo dimostrano, ad esempio sullo pneumococco solo il 5% degli over 65 si vaccinano, nonostante da 3 anni sia gratuito in tutte le regioni. Quindi la responsabilità non può essere data solo alle trasmissioni tv, anche perché le statistiche dicono che i medici rimangono la prima fonte di informazione dei cittadini sulle vaccinazioni. Molti medici non ci credono, infatti sono tra le categorie che hanno uno dei più bassi tassi di vaccinazione, ad esempio siamo al 55% per l'influenza contro il 65% della popolazione. E' sbagliata quindi anche l'educazione che hanno avuto dalle Università, facessero corsi di aggiornamento su questo tema. Faccio vari Congressi sull'argomento e sono stato attaccato dai medici di famiglia che sostenevano che dicessi balle, ma queste statistiche sono vere". 

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