Caso Sebastiano Riso, Adinolfi: "Trattato come una sorta di appestato anche dalla Cirinnà"

05 ottobre 2017 ore 15:09, Andrea Barcariol
E' finita sulle pagine dei giornali l'ultima iniziativa dell'Associazione Nazionale Transgender Italia (ANTI) con il calendario di Manila Gorio per chiedere al Parlamento l'adozione per i trans e pari diritti. A far discutere la location utilizzata, una chiesa e l'utilizzo di due bambini e un finto frate. Su questa vicenda Intelligonews ha intervistato Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia. Che ha aggiunto un parere sul caso Riso. 

Caso Sebastiano Riso, Adinolfi: 'Trattato come una sorta di appestato anche dalla Cirinnà'
Secondo lei c'era bisogno di usare il volto di due bambini e di un frate per usare, seppur metaforicamente, una chiesa
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"Secondo me ha sbagliato Il Giornale e sbagliamo anche noi nel commentare questo vicenda che, evidentemente, era una provocazione studiata solo per finire sui quotidiani. Ieri tutta la documentazione è arrivata addirittura nella sede del Popolo della Famiglia e nella redazione del quotidiano La Croce. E' chiaro che si è tentato di costruire un caso per far discutere. Si parla di presunti diritti negati ai transgender, vorrei capire di cosa si sta parlando. Sono operazioni che hanno solo valenza mediatica per la visibilità. E' stato fatto tutto per far uscire l'articolo de Il Giornale e poi scatenare le reazioni polemiche, come la mia. Il meccanismo di marketing è usare Adinolfi o il Popolo della Famiglia per avere il traino mediatico".

Cosa ne pensa della polemica sul film di Sebastiano Riso "Una famiglia" contro l'utero in affitto?

"E' stato trattato da tutti come una sorta di appestato, anche da Monica Cirinnà che è la madrina in Parlamento del movimento Lgbt, perché ha usato la terminologia utero in affitto in un'accezione che non era quella "giusta". La finalità degli LGBT è quella di gestire e manipolare i media secondo i lori intendimenti".


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