Scenari referendum, Perucchietti: "Populismi in crescita ma l'alternativa dov'è?"

06 dicembre 2016 ore 16:16, Americo Mascarucci
"Renzi ha pagato la sua presunzione ma ora la cosa drammatica è andare alle elezioni senza un'alternativa".
E' l'opinione di Enrica Perucchietti giornalista ed esperta di scenari geopolitici intervistata da Intelligonews 

Si aspettava un risultato così netto, questa schiacciante vittoria del No?

"Me lo sarei aspettato prima, se si fosse votato a settembre per esempio, ma negli ultimi due mesi avevo maturato dei dubbi sulla sicura vittoria del No. Tuttavia questo  è un risultato perfettamente in linea con l’autogol di Renzi e la personalizzazione del referedum voluta da lui".

Della serie: Chi è cagion del suo male pianga se stesso?

"Proprio così, è solo colpa di Renzi e della sua presunzione, dell’essersi totalmente scollato rispetto alla quotidianità e ai problemi reali del Paese. Mi ha colpito la dichiarazione "non pensavo mi odiassero così tanto". Questa frase dice tutto, la dimostrazione di uno scollamento evidente. Già nella mia biografia non autorizzata di Renzi evidenziavo come la sua unica qualità politica fosse la sfrenata ambizione. Quando un’ambizione però non ha l’obiettivo di governare bene ma soltanto quello di comandare ad ogni costo, si può arrivare ad una caduta rocambolesca come quella cui abbiamo assistito".

C'è un collegamento fra la sconfitta di Renzi al referendum, la vittoria di Trump in America e il voto pro Brexit in Gran Bretagna?

"E' evidente. L'elettorato ogni volta che ne ha l’opportunità vuole far sentire la sua voce e sta dimostrando di essere stufo delle lobby, dei giochi di palazzo, delle logiche di potere, di un certo tipo di figure legate al potere istituzionale. Gente come la Clinton in America, Sarkozy in Francia, Renzi in Italia stanno uscendo di scena perché la gente è stufa di loro e del loro modo di gestire il potere. Questo voto ha dimostrato che il consenso popolare è importantissimo e che prescinde anche dal potere di certa stampa che non è più in grado di convogliare il consenso dell’opinione pubblica. Gli elettori non si lasciano più imbrigliare e condizionare dai media".

Che succederà ora? Si voterà davvero a febbraio?

"La situazione è drammatica perché allo stato attuale non esiste un'alternativa politica. Se si andrà a votare la lotta sarà fra il Pd e il Movimento 5 Stelle che a questo punto potrebbe anche vincere. Ma prima i 5Stelle dovranno scegliere un leader e non sarà facile visto che anche qui le ambizioni sono tante. Il risultato del referendum è importante anche dal punto di vista dell’affluenza visto che negli ultimi anni la disaffezione al voto aveva raggiunto livelli allarmanti. Ma ora la strada sarà tutta in salita. La gente è davvero stanca e questo potrebbe favorire soluzioni di pancia dando vita a ricette populistiche dietro le quali potrebbero nascondersi anche personaggi incapaci".
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