Le Pen, Fusaro: ''Né sovranismo né globalismo: andare oltre Marine''

06 febbraio 2017 ore 13:33, intelligo
di Stefano Ursi

Marine #LePen ha lanciato la sfida per l'#Eliseo: Fuori dalla Nato e fuori dall'Unione Europea. Si avvicinano le elezioni francesi e parte una delle campagne presidenziali più incerte di sempre: uno scontro che si annuncia duro e senza esclusione di colpi, soprattutto perché prende il via in un quadro nazionale e internazionale complesso, scosso dal terrorismo e dalla sensazione di un'Europa sempre più debole. Che #messaggio lancia Marine Le Pen ai francesi? La svolta 'trumpista' nel vecchio continente è nelle sue mani oppure ci saranno altre fasi? IntelligoNews lo ha chiesto al filosofo Diego Fusaro.

Fuori dalla Nato, fuori dall'Unione Europea: che messaggi sono quelli lanciati da Marine Le Pen? Risposta sovranista? Declino della narrazione globalista?

''Sono messaggi che rivelano come si stia formando, in maniera netta e radicale, un fronte di opposizione all'imperialismo americanocentrico chiamato globalizzazione, un fronte sempre più marcato fra i signori del mondialismo, apolidi, e la massa precarizzata post-borghese e post- proletaria. Marine Le Pen si sta facendo interprete di questo ma, a mio avviso, non è in grado di portare avanti un progetto veramente alternativo''.

Le Pen, Fusaro: ''Né sovranismo né globalismo: andare oltre Marine''
Diego Fusaro
Potrebbero dunque esserci una fase 2 e 3? Quella che in molti chiamano 'svolta trumpista' potrebbe essere portata avanti da altri personaggi in Europa?

''Sarebbe auspicabile, perché la Le Pen manca della grammatica filosofico-politica minima per gestire una situazione di questo genere: se vincesse passeremmo dalla padella alla brace secondo me. Occorre, invece, una forza che sia autenticamente in grado di tenere insieme la sovranità e il rapporto internazionale fra nazioni sovrane e solidali, confederate. Quindi né il nazionalismo di tipo sovranista né il globalismo di tipo atlantista/europeista sono la soluzione, anzi sono i mali rispetto ai quali occorre andare oltre''.

Che ruolo giocano, in questo senso, le due grandi potenze che siamo abituati a conoscere, ovvero gli Usa che sotto Trump potrebbero tornare all'isolazionismo tradizionale dei repubblicani, e la Russia di Putin?

''Il ritorno degli Usa all'isolazionismo sarebbe auspicabile, perché, almeno così spero, si tradurrebbe nel fatto che gli americani se ne tornerebbero a casa con i loro apparati missilistici e imperialistici. La Russia di Putin sta facendo un'operazione ottima in questo momento storico: è tornata a mantenere un rapporto di autonomia sovrana nazionale e di non cedimento all'imperialismo atlantista, a differenza di Eltsin e Gorbaciov, che si erano accordati con il sistema americanocentrico''.

Come potrebbe evolvere l'assetto del quadrante mediorientale?

''Io guardo con grande interesse, nel quadrante, all'Iran e alla Siria che dovrebbero avvicinarsi alla Russia di Putin, come in parte già stanno facendo, per formare un blocco anti-atlantista e anti finan-capitalista: un ritorno al panorama pre-1989, con blocchi contrapposti. Uno americanocentrico europeo ultra capitalista, e un altro di resistenza con al centro la Russia e una serie di paesi non allineati come Siria e Iran in Medioriente, la Bolivia, Cuba e il Venezuela in America Latina''.
autore / intelligo
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