Fake news fossa comune Irlanda, Meluzzi: "Tg1 e vescovi prodotto della Chiesa in ritirata"

06 marzo 2017 ore 12:12, Americo Mascarucci
"La storia delle fosse comuni in Irlanda è frutto ancora una volta dell'atteggiamento contraddittorio di questo Pontificato che nel tentativo di piacere ai nemici della Chiesa, finisce con il perdere la propria identità".
Ne è convinto lo psichatra Alessandro Meluzzi che con Intelligonews analizza l'atteggiamento del mondo dei media nei confronti di quella che si è poi scoperta essere una "notizia bufala" come confermato dalla stessa autrice della ricerca Catherine Corless che ha ridimensionato quanto affermato dalla stampa, negando addirittura il rinverimento nella fossa di oltre 800 scheletri. "Non ho mai detto che la morte di quei bambini fosse collegata alla fossa comune - ha detto Corless - i miei studi volevano solo appurare l'identità e il numero degli scomparsi cercando di ricostruire le cause dei decessi. Non ho mai usato il termine buttati via".
Insomma una tempesta in un biccher d'acqua.
Fake news fossa comune Irlanda, Meluzzi: 'Tg1 e vescovi prodotto della Chiesa in ritirata'

Professor Meluzzi, il Tg1 nel presentare la notizia poi rivelatasi una bufala ha parlato di "cattolicissima Irlanda", di "Irlanda bigotta e rigida". Insomma, i media italiani sono caduti nella "trappola anti-cattolica"? 

"E’ una vicenda vecchia, alcuni anni fa mi pare fu fatto anche un film. Credo che questi orfanatrofi non fossero pedagogicamente eccezionali, su questo non c’è dubbio. Parlare di fosse comuni tuttavia mi è sembrata sin da subito una bizzarria. Sull’utilizzo delle notizie ritengo che più Papa Francesco esprima una linea laicista, aperturista, globalizzante, politicamente corretta più gli attacchi alla Chiesa vadano a farsi più insistenti e pesanti. La mancanza di una linea identitaria forte, di una proposizione valoriale chiara, sta spalancando le porte a quanti vorrebbero cancellare il sistema dei valori proposto dalla Chiesa Cattolica nella storia facendola diventare facile bersaglio, una volta per i preti pedofili che purtroppo ci sono, un’altra volta per le suore irlandesi, un'altra volta per chissà che cosa. A queste provocazioni la Chiesa risponde con la dissoluzione dell’identità".

I vescovi irlandesi si sono affrettati a dichiarare: "Purtroppo c'è stato un tempo in cui le madri non sposate erano spesso giudicate e rifiutate dalla società, compresa la Chiesa". La loro è sembrata una corsa a giustificarsi anzitempo. Per paura o per apparire politicamente corretti?

"La Chiesa cattolica come detto soffre di una crisi d’identità tale che la risposta ad ogni tipo di attacco, sia quelli legittimi e giustificati sia quelli pretestuosi, è sempre una ritirata. Nel Vangelo è invece scritto " il vostro parlare sia sì si no no" quindi credo che questo atteggiamento non porti nulla di buono alla stessa Chiesa. Dirò di più: il Vangelo della Quaresima sulle tentazioni di Cristo, ci ricorda ancora una volta che compito della Chiesa non è vezzeggiare coloro che ci tentano per seguirli sul loro terreno. Non posso non notare la forte differenza con la Chiesa ortodossa russa che nello sterminato mondo post sovietico, difende con durezza e chiarezza la difesa di quei temi che erano tanti cari a Benedetto XVI".

Alla fine si è scoperto che era una notizia bufala ma nonostante ciò nessuno ha chiesto scusa. Le Fake news vanno bene quando riguardano i cattolici e sono da condannare, magari anche con il carcere, in tutti gli altri casi? Cosa sarebbe successo se magari ad essere colpevolizzati fossero stati ad esempio i gay?

"La verità è che sparare sulla Chiesa Cattolica è come sparare sulla Croce Rossa. Sul mondo gay siamo arrivati al punto che non si possono più nemmeno esprimere giudizi o critiche di ordine valoriale e questo perchè il mondo gay è pronto a difendersi con forza contro ogni tentativo, più o meno giusto, di delegittimazione. Invece la Chiesa con il suo atteggiamento arrendevole sempre e con tutti, rischia di finire con lo screditare se stessa". 
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