Pasta, De Bonis (GranoSalus): "Tema decisivo per il Paese, ora intervenga il Ministero"

06 ottobre 2017 ore 13:19, Andrea Barcariol
Il Tribunale di Roma ha rigettato il ricorso presentato dagli industriali della pasta e li ha condannati al pagamento delle spese legali. Si tratta di Aidepi, sigla che sta per Associazione delle industrie del dolce e della pasta che avevano denunciato le associazioni GranoSalus e I Nuovi Vespri che da tempo conducono una battaglia in difesa del grano duro del Sud. Tutto era nato da un’inchiesta condotta su campioni di pasta di otto famosi marchi italiani. Dalle analisi era emersa la presenza di contaminanti nel grano, anche se nei limiti previsti dalla normativa Ue. Su questa vicenda IntelligoNews ha intervistato il presidente di dell'associazione GranoSalus Saverio de Bonis, associazione che ha come obiettivo quello di dare voce agli agricoltori e ai consumatori.
 
Pasta, De Bonis (GranoSalus): 'Tema decisivo per il Paese, ora intervenga il Ministero'
Soddisfatti della sentenza del Tribunale di Roma?


"E' stata legittimata la metodologia scientifica adottata, l'aspetto importante che va evidenziato è l'attualità del dibattito e la questione del glifosato che, nonostante sia vietato in Italia, arriva dal Canada dove se ne fa ampio uso. La sentenza interpreta in maniera autentica la portata del divieto. Sarebbe ora necessario un intervento del Ministero che deve inserirlo tra gli analiti da ricercare, perché stranamente a oggi non viene analizzato. Nei porti di Puglia, tra l'altro, dove affluisce il 60% di questo grano, non ci sono neanche laboratori pubblici accreditati. E' necessario prendere spunto da questa sentenza anche affinché il Ministero si adoperi per farlo istituire per i campionamenti a tappeto".

Dalle analisi comunque la presenza di contaminanti nel grano riscontrata era nei limiti previsti dalla normativa Ue.

"Sì gli altri contaminanti erano entro i limiti, noi però poniamo anche la questione dell'effetto cocktail. E' vero che sono nei limiti ma a oggi non ci sono prove scientifiche che attestino che tutti insieme questi contaminanti, seppur a basso dosaggio, non facciano male alla salute. E' il principio di precauzione. Poi è stata ribadita la libertà di pensiero e questo per noi era molto importante. Ci volevano mettere il bavaglio, ma il tema della sicurezza alimentare investe tutta la nazione, non stiamo parlando del salmone o del caviale, ma della pasta, il cui consumo è centrale nella dieta degli italiani".

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