Addio Caffarra. Il ricordo di Gotti Tedeschi: ora tocca a "Burke, Brandmuller e altri due"

06 settembre 2017 ore 16:55, Marta Moriconi
Ci ha lasciato all’età di 79 anni l'arcivescovo emerito di Bologna Carlo Caffarra. A dare annuncio della sua scomparsa è stato l’attuale arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi: "Ha servito fedelmente per tutta la vita senza riserve di amore, generosità e intelligenza". Caffarra, creato cardinale a marzo 2006 da papa Benedetto XVI, è stato vescovo di Ferrara dal 1995. A dicembre 2003 è stato nominato da papa Giovanni Paolo II a Bologna, dove ha preso il posto del cardinale Giacomo Biffi e si è insediato a inizio 2004. È rimasto in carica per undici anni, fino alla fine di ottobre del 2015. E' stato uno dei quattro firmatari dei 'Dubia' espressi al Papa sulla Esortazione Apostolica Amoris Laetitia. Intelligonews ha voluto ascoltare il ricordo del noto economista, già presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, che ha conosciuto Caffarra da vicino.

Addio Caffarra. Il ricordo di Gotti Tedeschi: ora tocca a 'Burke, Brandmuller e altri due'
Sul cardinale Caffarra ha un ricordo personale da raccontare?
 
"Ne ho più di uno, ma molti sono privati e non ho il diritto di condividerli. Cercherò di ricordarne qualcuno che ne onori la memoria senza indiscrezioni. Caffarra fu nominato a fine 2003 in sostituzione del grandissimo card. Biffi. Qualche mese dopo il ritiro di Biffi, nel suo eremo sopra Bologna, andai a trovarlo con mia moglie e due figlie, restammo con lui quasi tre ore. Gli chiesi anche cosa pensasse del suo successore. Mi disse, non solo che lo aveva indicato lui stesso, ma che nessuno sarebbe stato meglio e più idoneo di Caffarra a guidare la Diocesi di Bologna. Mi disse anche che voleva astenersi da qualsiasi tipo di presenza a Bologna per evitare rischi di equivoci di ingerenza verso una persona di cui aveva stima e considerazione assoluta. Ho poi incontrato il card. Caffarra più volte dopo la pubblicazione dei Dubia, l’unico sentimento che posso render pubblico era la sua sofferenza enorme, il suo amore per la Chiesa e per la figura del Papa. Caffarra era un sant’uomo, quando parlava di cose gravi, che lo facevano soffrire, ne parlava come qualcuno che ha confidenza con Dio, che parla con Dio, e soprattutto lo ascolta. Non voglio dire di più". 

Aveva firmato i "dubia" sull’Amoris laetitia appunto. Muore dopo Meisner anche lui firmatario della lettera al Papa. Ma la Chiesa che chiede maggiore chiarezza sull'Esortazione apostolica rimane viva?  
"In tal senso e in proposito il card. Caffarra resterà esempio di "responsabilità sacerdotale", esempio di virtù per un possibile processo di beatificazione futura. Ma vedo di rispondere ad una domanda "tranello". Ora, secondo me, i cardinali Burke e Brandmuller dovranno dedicare alla memoria di Meisner e Caffarra maggiori sforzi, con impegno superiore. E mi auguro che altri due ben precisi santi Cardinali (viventi ed operanti) siano disponibili a compensare l’opera dei due cardinali defunti, sostituendoli nell’impegno volto a chiedere chiarezza per il bene delle anime. Ma ora vorrei chiedere al lettore di Intelligonews di ricordare Caffarra con un requiem. Inutile dire che ci proteggerà da dove si trova, come ha fatto fino a ieri qui sulla terra".
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