Attacco Trump in Siria, per Rizzo: "Non comanda Donald. Ed è il solito copione"

07 aprile 2017 ore 10:48, intelligo
di Stefano Ursi

Gli Usa hanno attaccato la base aerea in Siria da dove, secondo quanto raccontano cronache al momento molto dibattute, sarebbe partito il presunto attacco aereo con armi chimiche. Che la Siria e la Russia hanno smentito parlando di bombardamento di depositi di proprietà dei ribelli, dai quali, colpiti, si sarebbero spirigionati i gas chimici lì conservati. E' un cambio di strategia di Trump? Ha ragione la Russia a parlare di ''aggressione su pretesto''? A queste e altre domande risponde ad IntelligoNews Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, che dice: ''Il copione è sempre lo stesso da Timisoara alle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein; si crea ad arte il fatto o si approfitta della situazione, i media pompano la notizia falsa o comunque deviata a tutta birra, accettano quel punto di vista dopodiché si scatena la guerra imperialista''.

L'attacco Usa alla base aerea in Siria: cambio di strategia di Trump?

''Come ho avuto modo di dire molte volte il Presidente conta molto meno della struttura di comando capitalistico degli Stati Uniti. Dunque che governino Trump, Obama o la Clinton la struttura di comando è sempre quella: è come chiedere se comanda più Draghi o la Lagarde''.

Attacco Trump in Siria, per Rizzo: 'Non comanda Donald. Ed è il solito copione'
Non potremmo essere di fronte al classico caso del ''massimo risultato con il minimo sforzo'', ovvero gli Usa che bypassano l'Onu e il veto russo, con la conseguenza di evitare che i quattro membri permanenti del Consiglio di Sicurezza potessero intervenire singolarmente?

''Certo. Storicamente anche Hitler fece la stessa cosa quando ha invaso i Sudeti...''

Assad, dunque, si può considerare al momento l'anello debole dello scacchiere internazionale? È il ''sacrificato''?

''Questo non lo so, dipende, ma so che il copione è sempre lo stesso da Timisoara alle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein; si crea ad arte il fatto o si approfitta della situazione, i media pompano la notizia falsa o comunque deviata a tutta birra, accettano quel punto di vista dopodiché si scatena la guerra imperialista. È, ripeto, un copione''.

È d'accordo con Mosca che parla di ''aggressione su un pretesto''?

''Ma è chiaro, è sempre stato fatto così. Dal Golfo del Tonchino in Vietnam per arrivare a Colin Powell che mostra le inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam''.

In tutto questo molti si fanno domande sulle prove, sulla reale dinamica dei fatti; tutto si basa, al momento, sui resoconti dell'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, di cui in molti dubitano. Lei come la pensa?

''Sta dentro questi meccanismi. Di chiaro c'è solo che 59 missili sono arrivati lì senza colpo ferire e l'Isis ringrazierà, io credo: Isis che è foraggiata dagli alleati degli Stati Uniti. La cosa interessante nel panorama politico di oggi, poi, è che tutti tacciono: dalla politica all'antipolitica. Siamo rimasti in pochissimi a dire la verità, ed è una cosa incredibile. Non si pianga poi quando l'Isis, che da questo atto si rafforza, verrà a fare attentati nelle capitali europee''.

#Siria #Trump #attacco #Russia #gas

autore / intelligo
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