Attacco Usa in Siria, Capuozzo: "Trump fuori dai giochi, il "signore" del MO ormai è Putin"

07 aprile 2017 ore 12:50, Andrea De Angelis
Dal Mediterraneo le navi americane hanno lanciato nel cuore della notte siriana 59 missili che hanno colpito installazioni militari, dell’aviazione e depositi di carburanti. L'attacco, il primo in Siria dall'insediamento di Trump, non era stato annunciato dal nuovo Presidente. Quel "vedrete" con cui aveva risposto ai giornalisti che gli chiedevano come avrebbe risposto al massacro di Khan Sheikhun ha dunque trovato risposta in tempi brevissimi. Quali le conseguenze geopolitiche di tale scelta? IntelligoNews lo ha chiesto a Toni Capuozzo, giornalista esperto di politica internazionale e scenari di guerra...

Stiamo assistendo a un cambio di strategia da parte di Donald Trump?
"Stiamo assistendo a un adeguamento della strategia di Trump a quello dei suoi predecessori". 

Compreso Obama?
"No, mi riferisco più a quello che avrebbe fatto Hillary Clinton. Vorrei far notare che il cosiddetto ciuffo maledetto è diventato il Presidente degli Stati Uniti d'America. In perfetta continuità...".

Hillary Clinton avrebbe dato lo stesso ordine dopo Khan Sheikhun?
"Sì, certamente". 

Potremmo essere davanti al massimo risultato da ottenere con il minimo sforzo? Si bypassa l'Onu, il veto russo, si evita che i quattro membri del Consiglio permanente intervengano singolarmente?
"Vale solo per i media questo, è una cosa virtuale. C'è un tavolo solido al quale sono seduti Iran, Russia e Turchia e loro decideranno del futuro della Siria". 

Un concetto che lei ci aveva espresso due giorni fa, dunque Trump non riuscirà in nessun caso a sedere al tavolo da protagonista?
"Credo che i giochi siano ampiamente fatti". 

Attacco Usa in Siria, Capuozzo: 'Trump fuori dai giochi, il 'signore' del MO ormai è Putin'
Assad è ormai l'anello debole dello scacchiere internazionale, va sacrificato?
"Putin, che è il signore del Medio Oriente, non ne ha mai fatto un sine qua non. I problemi, anche per Putin, sono tempi e modi. Una cosa è essere accantonati da vincenti, altra è essere abbattuti da perdenti". 

Mosca ha definito questa una "aggressione da pretesto". Ha ragione?
"Ormai è la terza o quarta volta che Assad, se davvero è stato lui, supera la famosa linea rossa. Che la reazione sia avvenuta adesso dà tutto il segno di quanto essa sia politica, non morale. Mi permetta di ricordare che nel gennaio del 2013 il Daily Mail in un articolo, che adesso non è più rintracciabile nell'archivio del giornale, parlò di un piano sostenuto dagli Usa per fare un attacco chimico in Siria e assegnare la colpa al regime. Erano delle email intercettate a rivelare un piano di questo genere. Detto questo, venendo ad oggi se uno mi chiede se moralmente Assad possa bombardare con armi chimiche, rispondo assolutamente sì. Se mi domandano della possibilità che i ribelli possano avere depositi di armi chimiche e poi incolpare moralmente Assad, rispondo ugualmente di sì". 

Ad oggi non c'è la prova che le armi chimiche siano state lanciate dagli aerei, potrebbero anche essere esplose nei depositi dei ribelli bombardati da armi convenzionali?
"Credo che la cosa tremenda è una: tutte le reazioni sembrano fregarsene delle prove. Non le abbiamo, rispetto a queste dovremo solo dire che l'unica cosa certa è la morte di civili e bambini. Tutto quello che è successo dopo è stato l'utilizzo politico di quello che è avvenuto, sui cui meccanismi ancora non sappiamo niente". 

#siria #trump #putin 

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