La nuova sinistra di Pisapia, Casarini (Sel): "Ha sbagliato il tempo"

07 dicembre 2016 ore 15:13, Andrea Barcariol
"E' il momento sbagliato per discutere di organigrammi e architetture", è questo, in sintesi, il pensiero di Luca Casarini, esponente di Sel, intervistato da IntelligoNews sulla proposta dell'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia di creare un nuovo soggetto politico in grado di riunire "la sinistra fuori dal Pd".

Scende in campo Pisapia che si dice pronto a riunire la sinistra fuori del Pd con Campo Progressista. Lei ci starebbe?

«E' assolutamente il tempo sbagliato per una proposta del genere, con quello che sta accadendo. E' il momento sbagliato per discutere di organigrammi e architetture. Il tema è capire cosa ha significato il referendum per milioni di persone che stanno male. Tutto il resto non mi appassiona, non mi interessa, interessa solo a chi pensa alla politica come gioco di palazzo. Bisogna dare risposte a milioni di persone che attraverso anche lo strumento del referendum denunciano condizioni di vita inaccettabili, ciò significa povertà, precarietà e disoccupazione. Le manovre e le tattiche le lascio a chi è esperto di politica, io non lo sono e mi rifiuto di entrare in questo campo».

Quindi una proposta del genere non le interesserebbe?

«Guardi non voglio neanche parlarne, mi sembra irrispettoso nei confronti di tante persone che si trovano in condizioni precarie. C'è gente che brama solo il potere, vedo che anche il Movimento 5 Stelle è molto appassionato del potere e non si preoccupa più neanche della legge elettorale. Io credo che una sinistra vera debba occuparsi delle cose concrete. Il nodo è cambiare politiche, cambiare la situazione, affrontare la crisi a partire dai più deboli e non dai più forti. Mi sembra vergognoso dedicare il tempo a tutto il resto. Il problema è come fare a cambiare rotta. Non mi interessa un cambio di potere mi interessa un cambio di politiche».

La nuova sinistra di Pisapia, Casarini (Sel): 'Ha sbagliato il tempo'
Non crede che la gente sia stanca dei governi tecnici?

«La gente ha tutte le ragioni per essere stanca. Il tema è come facciamo a rispondere a una crisi devastante. Io adesso sono al sud, questi del governo hanno fatto tutta la campagna elettorale sul ponte di Messina mentre qui c'è gente che muore di fame ».

Per affrontare questa crisi qual è ora la soluzione migliore: al voto subito, in primavera o un governo tecnico fino a fine legislatura nel 2018?

«Bisogna finirla con questa idea che la democrazia non si applica più. La gente quando c'è possibilità di decidere ci va a votare. In un Paese democratico si ridarebbe rapidamente la parola agli elettori, siamo stufi dai governi che nascono dentro i Palazzi. C'è poi il problema della democrazia, c'è una legge elettorale truffa, fatta solo in funzione di chi vince e non della rappresentanza democratica. Quindi bisogna ridare la parola agli elettori ma senza una legge elettorale truffa. In questo momento per Pd, Grillo e Salvini l'unico interesse è il potere. Credo ad esempio che sia una cosa importante, il referendum che si dovrebbe tenere in primavera per abrogare il Jobs Act. Per questo sono state raccolte milioni di firme dalla CGIL. Avremmo la possibilità  tutti insieme di cancellare una legge ingiusta che ha provocato la miseria di milioni di persone».


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