Iran, per Souad Sbai: "Dietro il doppio attacco l'Isis? Siete degli sprovveduti"

07 giugno 2017 ore 12:42, Americo Mascarucci
Due attacchi terroristici a Teheran a distanza di pochi minuti. Il primo è avvenuto all'interno del Parlamento iraniano, il secondo al mausoleo dedicato all'ayatollah Ruhollah Khomeini nella zona sud della città. Vi sarebbero almeno dieci morti e oltre trenta feriti. L’Isis avrebbe rivendicato entrambi le azioni ma i dubbi sulla reale matrice degli attacchi sono molti. Per Souad Sbai per esempio, giornalista esperta di Medio Oriente, si tratterebbe di terrorismo interno e ad Intelligonews spiega perché a suo dire non sarebbe credibile che a compiere gli attacchi siano miliziani del Califfato. 

Che significa questo attacco al cuore dell'Iran, in particolare al mausoleo dell'ayatollah Khomeini padre della rivoluzione islamica? 
Iran, per Souad Sbai: 'Dietro il doppio attacco l'Isis? Siete degli sprovveduti'
"Avvalorare l'ipotesi che dietro l'attacco ci possa essere l'Isis è da sprovveduti secondo me, e chi lo fa probabilmente non conosce lo stato dell'Iran e non è consapevole del fortissimo malcontento che c'è fra vasti settori del popolo. Io dubito che l'attacco sia opera dei sunniti o di soggetti esterni al Paese. Sostenere questo significa a mio giudizio ridicolizzare gruppi iraniani di opposizione al regime di Teheran che invece ritengo siano molto forti ed organizzati. Il regime iraniano negli ultimi anni si è reso protagonista di violente repressioni, soprattutto ai tempi di Amadinežad, una repressione che non si è affatto allentata come molti credono da quando c'è Rohani". 

Però, è credibile che iraniani comunque ostili al regime vadano ad attaccare il mausoleo di Khomeini che è comunque un simbolo nazionale?

"Ma scusi, ma chi è che può entrare liberamente in Iran con tutti i rigidi controlli che ci sono? Chi può arrivare fin dentro il Parlamento e fare un attentato? I miliziani dell'Isis possono farlo in Europa dove i controlli sono molto blandi, ma in Iran sarebbe impossibile per loro entrare, dovrebbero essere dei super 007. E' il segnale di un malessere interno, che è molto forte soprattutto ai confini dove gli sciiti stanno facendo forte opera di proselitismo in molte zone di tradizione sunnita e anche nei Paesi vicini. Questo dà fastidio certamente agli stati sunniti ma anche all'interno del Paese dove si aggiunge anche il forte malcontento per le difficili condizioni economiche. E' vero che l'Iran è ricco ma ci sono vaste aree in cui c'è una forte disoccupazione soprattutto fra i giovani fra i quali sta crescendo anche la tossicodipendenza. Queste cose non ce le fanno sapere ma ci sono e l'opposizione al regime, per quanto repressa, è molto consistente. E' probabile quindi che il radicalismo si sia unito al malessere economico e sociale creando le condizioni per gli attacchi di oggi".

Non vede collegamenti con la crisi del Golfo e la rottura dei rapporti fra Arabia Saudita, Egitto e Paesi Arabi da una parte e Qatar dall'altra? Sembra che i sauditi abbiano rotto con il Qatar proprio perché questo si sarebbe avvicinato troppo all'Iran.

"Sicuramente qualcuno si è mosso ora perché ha capito che è il momento buono per farlo. Quelli che hanno compiuto oggi l'attentato però ritengo non siano sunniti, perché i sunniti non hanno possibilità di movimento in Iran. Qualche collegamento con la Crisi del Golfo probabilmente ci sarà pure: il Qatar è circondato, abbiamo le prove che finanzia il terrorismo, non solo nei paesi islamici ma anche in Occidente. Non che l'Arabia Saudita non lo faccia, anche se i sauditi sono più abili nel proselitismo. Il Qatar invece agisce militarmente e alla luce del sole. Fornisce armi e soldi ai movimenti terroristi. Nei momenti di tensione è chiaro che il terrorismo trova terreno fertile per agire. Credo che in Iran si stiano però creando le condizioni per lo scoppio di una nuova primavera araba, in questo caso la definirei persiana. Il popolo prima o poi insorge, anche perché gli iraniani come tutti guardano internet e seguono i social. Il regime ha represso la stampa, i liberi pensatori, ha massacrato i diritti umani: adesso devono tutti aspettarsi il peggio del loro specchio". 
 
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