Londra, Tonelli (Sap): "La May pone un problema serio, anche per noi poliziotti"

07 giugno 2017 ore 17:06, Americo Mascarucci
Il premier inglese Theresa May alla vigilia delle elezioni politiche si dice pronta a "stracciare le leggi sui diritti umani" se questo si renderà necessario per contrastare il terrorismo. Intanto si scopre che uno dei terroristi era un italo marocchino, figlio di una donna italiana che era stato già fermato oltre un anno fa in Italia all'aeroporto di Bologna perché sospettato di imbarcarsi su un volo di sola andata per la Turchia per andarsi ad arruolare in Siria con l'Isis. Pur essendo stato assolto era stato segnalato dall'intelligence come potenziale terrorista. Il Capo della Polizia Gabrielli ha smontato le accuse giunte dalla Gran Bretagna, dove alcuni giornali avrebbero messo in dubbio le segnalazioni dell'Italia sul terrorista. Di questo e altro Intelligonews ha parlato con il segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) Gianni Tonelli. 

Ha ragione Gabrielli a difendere l'intelligence italiana e ad evidenziare come questa avesse informato la polizia di Londra sulla pericolosità del terrorista italo-marocchino?

"Gabrielli non mi sembra abbia torto. Se ha riferito che la segnalazione è stata fatta, non vedo perché si debba dubitare di lui. Quale altro apporto avremmo potuto dare noi dal momento che l'attentato è stato organizzato a Londra? Bisogna però stare attenti a non confondere troppe cose. Un conto è stare dietro ad uno che è simpatizzante dell'Isis e ha frequentazioni con ambienti radicali, altra cosa è bloccare un terrorista. Per farla più semplice: un conto è controllare un probabile spacciatore, altra cosa beccarlo in attività di spaccio. Sono due cose diverse. Se la segnalazione era stata fatta non vedo dove sia la polemica".

Il premier May ha dichiarato di essere pronta a stracciare le leggi sui diritti umani se questo può aiutare a vincere il terrorismo. Ha ragione, oppure lo stato di diritto è giusto prevalga sull'emergenza?

"Penso che la May ponga un problema serio che dovrebbe essere affrontato anche in Italia visto che quello che è successo a Londra, potrebbe purtroppo capitare anche nelle nostre città. Faccio un esempio: mettiamo il caso che io mi trovi all'interno di un locale dove un terrorista sgozza delle persone: se questo non viene contro di me ma gira le spalle ed esce, io se pure o un'arma non posso sparargli perché di fatto non agirei per legittima difesa, anche se poi magari uscito dal locale quel terrorista andrà a sgozzare altre persone in strada o da qualsiasi altra parte. Ecco, credo che la May voglia dire questo e far capire che in situazioni di emergenza non ci si può troppo impuntare con il codice penale e con i diritti degli individui. Se una persona rappresenta un pericolo e io ho la possibilità di fermarlo, sparandogli e impedendogli quindi di uccidere altre persone, la legge dovrebbe consentirmi di farlo, indipendentemente dal rispetto dei diritti umani".
Londra, Tonelli (Sap): 'La May pone un problema serio, anche per noi poliziotti'

Ieri la Procura di Palermo ha effettuato 15 arresti di persone appartenenti ad un'organizzazione criminale che faceva profitti trasportando illegalmente coi gommoni migranti in Italia dalla Tunisia. Fra questi c'erano anche pregiudicati e persone segnalate in Tunisia come potenziali terroristi . Quanti vanno in mare a recuperare queste persone sbarcandole sulle nostre coste non rischiano quindi di essere complici e di dover rispondere di favoreggiamento del terrorismo? 

"In Italia esiste una categoria di delinquenti che io definisco delinquenti figli dell'ideologia. Sono anni che noi diciamo che fra le persone che sbarcano ci sono anche terroristi. La Procura di Palermo non ha fatto che certificare ancora una volta quello che sanno tutti, compreso l'ex ministro degli Esteri e oggi Premier Paolo Gentiloni. Questo flusso migratorio incontrollato genera problemi di ordine criminale, terroristico e sanitario. Chi di dovere deve assumersi la responsabilità di aver dato corso a questo flusso incontrollato, ad iniziare dai suddetti delinquenti ideologici che accusavano noi di essere razzisti perché denunciavamo come il terrorismo arrivasse soprattutto con i barconi". 

Divampa la polemica in Italia sulla sentenza della Cassazione che riconosce al boss mafioso Totò Riina il diritto ad una morte dignitosa. Fra le forze di Polizia vi sono molte vittime di mafia. Hanna ragione i familiari a protestare?

"Sarei favorevole ad un gesto di clemenza anche per un criminale come Riina se in Italia ci fosse rispetto per le vittime. Invece il rispetto in questo Paese sembra riconosciuto molto di più ai carnefici. Una società che ha pieno rispetto delle vittime potrebbe avere anche pietà per i criminali. Assistiamo ad ex  terroristi che vanno a fare lezioni nelle università ergendosi a maestri quando sono invece portatori di ideologie malsane, fallimentari, condannate dalla storia. Delle vitime non ha rispetto nessuno. Se un tossicodipendente fa una rapina è un poveretto cui lo Stato riconosce il patrocinio gratuito e assegna gli psicologi per aiutarlo. La vittima invece è abbandonata nel far valere le sue ragioni: nessuno gli paga l'avvocato e gli offre l'assistenza psicologica. Per questo non possa essere d'accordo nel riconoscere ad uno come Riina il diritto ad una morte dignitosa".  






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